10 Mar, 2026 - 11:40

Guerra e riforma della Giustizia, per Travaglio è meglio se Meloni sta zitta

Guerra e riforma della Giustizia, per Travaglio è meglio se Meloni sta zitta

Per Marco Travaglio, la premier Giorgia Meloni avrebbe fatto meglio a restare zitta sui due argomenti che tengono banco sull'attuale scenario politico: la guerra in Iran e la riforma della Giustizia.

Quando Mario Giordano, in tv, le ha chiesto se fosse afona o, in caso contrario, condannasse o approvasse la guerra di Usa e Israele, ad esempio, il presidente del Consiglio ha dato una risposta che al direttore del Fatto non è proprio piaciuta.

E anche con il video con cui ieri è scesa nell'arena della campagna referendaria, non è che sia andata meglio. 

Travaglio contro Meloni: "Meglio afona se parla di guerra e referendum"

Ma cosa ha scritto di preciso Travaglio contro Giorgia Meloni?

A proposito della guerra in Iran, la premier ha dichiarato di non avere gli elementi necessari per prendere posizione, così come i suoi colleghi europei ad eccezione dello spagnolo Sánchez. E il direttore del Fatto Quotidiano l'ha messa così:

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Cioè, siccome gli altri leader tranne Sánchez sono dei servi paraculi, dev'esserlo anche lei. Che però non è una passante: è una premier pagata per procurarsi gli elementi necessari (dalla tv, dai giornali, dai Servizi, cose così) e prendere posizione...

E sulla riforma della giustizia?

Travaglio ha scritto che Meloni avrebbe fatto meglio a non prendere posizione proprio su quest'ultima:

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Ha detto: Sono convinta che la riforma interviene anche su immigrazione e sicurezza. Purtroppo, non sfiora né la sicurezza né l'immigrazione...

Secondo il direttore del Fatto, non l'ha letta nemmeno.

Lo scontro tra governo e magistratura

Travaglio, poi, si è soffermato sullo scontro tra governo e magistratura. Meloni ne ha fornito un nuovo saggio quando ha detto "non devo ricordare le interpretazioni forzate delle norme per impedirci di governare l'immigrazione".

Ma il direttore, a tal proposito, le ha ricordato:

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I magistrati non devono far governare i governi, ma far rispettare le leggi. Chi non condivide le loro decisioni le impugna, ma se siano forzate o meno non lo decidono le Corti d'Appello e la Cassazione, non il premier: in ogni caso, con la riforma nulla cambia

Sul braccio di ferro tra governo e toghe, in ogni caso, non poteva mancare il riferimento ai centri per gli immigrati in Albania. 

Sempre Meloni, su questo tema, ha dichiarato: "I giudici non hanno convalidato il trattenimento in Albania di uno stupratore di minore, un pedofilo condannato: io non lo posso trattenere né rimpatriare e rischio perfino che i giudici comprensivi gli diano la protezione internazionale..."

Ma Travaglio, su questo punto, ha chiarito:

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Se l'immigrato pedofilo è condannato, è stato a opera dei giudici, per nulla comprensivi. Se il governo vuole rimpatriarlo, non deve portarlo in Albania (da dove non può essere espulso senza tornare in Italia con mega-costi di viaggio), ma nel suo Paese, dopo avere stretto accordi e respinto eventuali istanze di protezione internazionale

Per il direttore del Fatto, "se non lo fa è perché è un branco di incapaci". Tant'è che l'attuale esecutivo "espelle meno irregolari dei governo Renzi e Conte".

 

 

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