10 Mar, 2026 - 14:00

Crisi Iran, perché Mattarella convoca il Consiglio Supremo di Difesa e cosa significa?

Crisi Iran, perché Mattarella convoca il Consiglio Supremo di Difesa e cosa significa?

La preoccupante escalation degli scontri nel Golfo Persico a seguito della crisi iraniana arriva al Quirinale. 

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha convocato per venerdì 13 marzo 2026 alle 10 il Consiglio Supremo di Difesa, una riunione straordinaria per discutere della crisi in Iran e delle possibili ricadute sulla sicurezza italiana e sull’Alleanza atlantica. 

Non si tratta di un incontro di routine, ma una convocazione straordinaria resa necessaria dalla rapidità e gravità degli sviluppi nella regione teatro degli scontri che  richiedono una valutazione di vertice, con i vertici militari, i ministri chiave e i responsabili dei servizi di intelligence attorno allo stesso tavolo.

Mattarella convoca il Consiglio Supremo di Difesa: al centro del tavolo c’è la crisi iraniana

Come riportato nella nota del Quirinale, all’ordine del giorno del Consiglio Supremo di Difesa ci sarà la crisi nel Golfo Persico, con l’evoluzione degli scontri tra Iran, USA e Israele. 

All’ordine del giorno del Consiglio ci sarà un’analisi dettagliata della situazione, dai raid israeliano-americani alle ritorsioni dei pasdaran, passando per le milizie alleate di Teheran. La priorità è capire come questa escalation possa influenzare la stabilità regionale e globale, e l’impatto sulla sicurezza italiana. 

La gravità della crisi, che dal Golfo minaccia l’Europa, impone decisioni rapide e coordinate. Il Consiglio discuterà misure preventive, scenari di intervento e strategie diplomatico militari, confermando il ruolo centrale del Capo dello Stato nella protezione della sicurezza nazionale e internazionale.

Tra le decisioni più delicate potrebbe esserci l’invio di una batteria di missili Samp-T per proteggere i Paesi arabi presi di mira dalla rappresaglia iraniana.

Perché si tratta di una convocazione straordinaria?

La nota ufficiale del Quirinale definisce la riunione “straordinaria” perché fuori dal calendario ordinario del Consiglio. La motivazione è chiara: la crisi mediorientale ha raggiunto un livello che potrebbe coinvolgere direttamente o indirettamente i Paesi Nato, con possibili ripercussioni sulla sicurezza nazionale.

In qualità di Comandante supremo delle Forze armate, Mattarella esercita così i poteri previsti dall’articolo 87 della Costituzione, convocando i vertici istituzionali e militari per una valutazione collegiale sulle opzioni politico strategiche a disposizione del governo italiano.

Il Consiglio Supremo di Difesa, organo di alta consulenza su sicurezza, politica militare e impiego delle Forze armate, fungerà da guida: analizzerà scenari complessi, definendo l’indirizzo entro cui il governo potrà muoversi.

Venerdì il Quirinale diventerà così il centro nevralgico del coordinamento politico-militare italiano, con una riunione che non solo fotograferà l’attuale emergenza mediorientale, ma potrà segnare scelte decisive sulle future mosse dell’Italia nel quadro della Nato e delle missioni internazionali.

Vertice difesa-intelligence a Palazzo Chigi

Questa mattina, intanto, si è tenuta una riunione dei vertici di difesa e intelligence a Palazzo Chigi alla presenza del Ministro della Difesa, Guido Crosetto, e del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Sicurezza della Repubblica, Alfredo Mantovano, i vertici militari e dell’intelligence. 

Nel corso dell’incontro - spiegano fonti di Palazzo Chigi a Adnkronos - è stato effettuato un punto di situazione sugli aspetti militari e informativi connessi alla crisi nell’area del Golfo.

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