A leggere l'editoriale di Massimo Fini apparso oggi sul Fatto Quotidiano, viene in mente la celebre frase con la quale Alessandro Manzoni descrisse don Abbondio:
Il coraggio, uno, se non ce l'ha, mica se lo può dare
In questo caso, i panni del curato dei "Promessi Sposi" li veste Giorgia Meloni.
Secondo Fini, il nostro presidente del Consiglio non ce la farà mai a ricalcare l'esempio del premier spagnolo Pedro Sánchez che ha negato le basi a Trump per la guerra in Iran.
La sfida di Massimo Fini a Giorgia Meloni: "Abbia lo stesso coraggio di Sánchez"
Vedremo se l'Italia concederà l'uso delle basi agli Stati Uniti per attaccare l'Iran. Il governo, a tal proposito, ha chiarito solo che sarà il parlamento a dare l'ok finale. Ma per ora non fa trapelare alcuna indicazione. Per dirla con Franco Cardini, sembra davvero fare il pesce in barile.
Ma tant'è: oggi, sul Fatto Quotidiano, Massimo Fini è pronto a scommettere che l'Italia farà tutto ciò che le chiederà Trump:
Meloni, specialista in surfing politico, è stata come al solito ambigua rinviando tutto alle decisioni del parlamento. Invece, come hanno giustamente obiettato le opposizioni, per una volta unite, avrebbe dovuto prendere una decisione chiara, alla Sánchez, non oggi ma ieri o l'altroieri
Come dire: per Massimo Fini, visto ciò che sta accadendo in Medio Oriente, è già troppo tardi:
Il più esplicito è stato il ministro della Difesa Crosetto che ha parlato di una guerra di cui nessuno era a conoscenza e che ha trovato noi di fronte allo stesso scenario degli altri, non una decisione condivisa, che è al di fuori delle regole del diritto internazionale...
Per l'editorialista di Travaglio, ora, le cose sono due.
O Crosetto non crede a ciò che dice, oppure ci crede e allora, di fronte a una decisione del nostro governo di permettere l'uso agli americani delle loro basi in Italia, dovrebbe dimettersi
Cosa aveva detto Sánchez
Massimo Fini, nel suo editoriale di oggi, ricorda per filo e per segno ciò che aveva detto il premier spagnolo Sánchez di fronte al nuovo scenario di guerra aperto da Trump e da Netanyahu:
La posizione del governo della Spagna è chiara e coerente: no alla violazione del diritto internazionale che protegge tutti noi, soprattutto le popolazioni civili. No all'idea che i problemi del mondo si risolvano con conflitti e bombe. No alla ripetizione degli errori del passato. In definitiva, la posizione del governo della Spagna si riassume in tre parole: no alla guerra
Sánchez aveva avuto anche modo di ricordare il precedente per il quale oggi ha maturato il suo no alla guerra:
Ventitré anni fa, un'altra amministrazione statunitense ci trascinò in una guerra in Medio Oriente che ha prodotto l'effetto contrario di quanto promesso: maggiore insicurezza, terrorismo, crisi migratoria e aumento dei prezzi dell'energia
Per Sánchez, è vero che è ancora presto per sapere se la guerra con l'Iran avrà effetti simili a quelli in Iraq o porterà alla caduta del regime degli ayatollah, "ma da questa guerra non nascerà un ordine internazionale più giusto né benefici per le persone comuni":
Per questo la Spagna si oppone al disastro. Perché i governi devono migliorare la vita delle persone, non peggiorarla. Ed è inaccettabile che leader incapaci utilizzino il fumo della guerra per occultare il proprio fallimento e arricchire pochi. Gli unici che vincono quando il mondo smette di costruire ospedali per costruire missili
Parole che, per Fini, non sentiremo mai pronunciare da Giorgia Meloni.