Passano gli anni, ma, secondo Travaglio, la politica italiana non perde mai il vizio di spararle grosse e di promettere l'impossibile nell'imminenza di una consultazione popolare.
Il direttore del Fatto Quotidiano ricorda che nel 2016, in occasione del referendum costituzionale sulla riforma Boschi-Renzi, la ministra ebbe anche a dire che se avesse vinto il sì, si sarebbe sconfitto il cancro.
Dieci anni dopo, da Giusi Bartolozzi in giù, più o meno ci risiamo: il lupo perde il pelo ma non il vizio. E, a undici giorni dall'apertura delle urne, la politica già ne ha sparate delle belle.
Ma cosa ha scritto in particolare Marco Travaglio nel suo consueto editoriale a proposito delle false promesse della politica nell'imminenza di una consultazione popolare?
Al direttore del Fatto è venuto in mente cosa accadde nel 2016:
In realtà, la riforma Renzi-Boschi proponeva di superare il bicameralismo perfetto, instaurando un sistema simile a quello di tutte le altre grandi democrazie. Ma tant'è: Travaglio ricorda anche la cosa peggiore:
E insomma: per il direttore del Fatto, dieci anni dopo, nell'imminenza di un altro referendum costituzionale, ci risiamo con le promesse pazze se passa il Sì:
Evidentemente, a Travaglio mancano i dati delle centinaia di innocenti che ogni anno vengono condannati ingiustamente. Ma tant'è, continua la sua cavalcata nelle esagerazioni del fronte del Sì in questo modo:
Per Travaglio, "promettono anche che "chi sbaglia pagherà", confondendo la schiforma con la responsabilità civile dei magistrati (che esiste dal 1987); e che spariranno gli errori giudiziari, confondendo la schiforma col processo di revisione (previsto dalla notte dei tempi)".
E così via. Fino a che Travaglio non assegna "l'Oscar per la miglior cazzata" a Giusi Bartolozzi:
Per il direttore del Fatto, un "motivo in più per votare No".
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