Saranno ancora gli effetti del ko mediatico che ha subito con il parlamentare di Forza Italia Giorgio Mulè, ma Henry John Woodcock, ospite del podcast di Michele Santoro, ne ha combinata un'altra.
In pratica, il pm ha ribaltato la Costituzione sulla quale ha giurato dicendo, a proposito del referendum sulla riforma della giustizia per il quale si schiera per il No, che "al processo va dimostrata l'innocenza dell'imputato".
Peccato che l'articolo 27 della nostra Carta reciti l'esatto opposto:
E insomma: secondo la visione del pm anglo-napoletano Henry John Woodcock, bisogna provare di essere innocenti. Come nell'Iran degli ayatollah o come in tutte le altre autocrazie degne di tal nome. Non come in uno Stato di diritto, come dovrebbe essere l'Italia, in cui si è innocenti fino a prova contraria.
Incalzato da Michele Santoro, il nostro l'ha messa così:
A proposito della riforma Nordio che con la separazione delle carriere vorrebbe rafforzare il ruolo terzo del giudice davanti ad accusa e difesa, Woodcock ha poi sottolineato:
E insomma: secoli di cultura giudiziaria vanno a farsi benedire. Vedere per credere al terzo minuto.
Michele Santoro ha presentato Woodcock all'inizio del suo podcast come una "bestia nera", intendendo evidentemente che si trattava di un'autorità riconosciuta dei nostri tribunali. Ma il vero curriculum di Henry Woodcock l'ha ricordato qualche giorno fa, all'indomani della sua sfortunata performance televisiva con Mulè, il giornalista del Foglio Ermes Antonucci:
È solo il primo di una serie di errori:
Nel 2006, stesso flop per l’inchiesta “Savoia Gate”, quando il pm ottenne l’arresto di Vittorio Emanuele di Savoia, salvo poi essere costretto a vederlo risarcito dallo Stato italiano con 40 mila euro per ingiusta detenzione.
Ma tant'è: gli errori di Woodcock ancora non sono finiti. Nel 2011, come pm di Napoli, mise su l’inchiesta sulla “P4”, cioè sul presunto “sistema informativo parallelo” capace di interferire sugli organi costituzionali, ha ricordato sempre Antonucci:
E non è ancora finita: Antonucci ha ricordato anche l’indagine aperta da Woodcock nei confronti della cooperativa Cpl Concordia, accusata di corruzione in relazione agli appalti per la metanizzazione dell’isola di Ischia:
Come dire: carta canta, questo dice il curriculum di Woodcock, il neo testimonial per il No al referendum secondo cui il processo serve a dimostrare l'innocenza degli imputati.
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