12 Mar, 2026 - 18:35

Rischio di prezzi alle stelle, il Pd: "Trump spudoratamente ha detto che con la guerra ci guadagna..."

Rischio di prezzi alle stelle, il Pd: "Trump spudoratamente ha detto che con la guerra ci guadagna..."

Chi ci guadagna dalla guerra? Al Nazareno, quartier generale del Partito Democratico, una risposta ce l'hanno: gli Stati Uniti. Del resto, fanno presente i dem, è stato lo stesso presidente Trump ad ammetterlo.

L'inquilino della Casa Bianca ha dichiarato che la guerra in Iran finirà quando lo deciderà lui. Ma intanto chi e come metterà al riparo gli italiani da una crisi energetica e dai prezzi alle stelle? È questa la domanda che per il responsabile Esteri della segreteria di Elly Schlein, Peppe Provenzano, rimane senza risposta.

Prezzi alle stelle, l'allarme del Pd: "Trump è spudorato, dice che con la guerra ci guadagna"

Oggi Peppe Provenzano, responsabile Esteri della segreteria nazionale del Partito Democratico, ha firmato questa nota:

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Donald Trump oggi ha spudoratamente dichiarato che, con la guerra, gli Usa ci guadagnano perché aumentano i prezzi del petrolio e loro sono grandi produttori. Loro, non noi. E infatti è chiaro fin dal primo giorno dell’attacco: i costi di questa guerra illegale li avrebbero pagati non solo le vittime innocenti, ma anche noi. Con l’aumento dell’instabilità e dei costi dell’energia

Il braccio destro della segretaria Schlein ha fatto quindi presente:

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È passata quasi una settimana da quando il Pd, con la segreteria Elly Schlein, ha avanzato una proposta semplice, concreta e di buon senso per calmierare i prezzi dei carburanti. Meloni si era detta favorevole. Ma in Consiglio dei ministri nulla. Ieri in Parlamento, niente. E allora cosa sta aspettando? Ogni giorno che passa cittadini, lavoratori e imprese pagano sempre più cara la scellerata guerra del suo amico Trump

L'Italia rilascerà l'11% delle sue scorte di petrolio

Intanto, secondo il Corriere della Sera, ieri, al tavolo virtuale del G7, anche sulla scrivania di Giorgia Meloni è arrivato il via libera dell'Agenzia internazionale sull'energia al rilascio di 400 milioni di barili di petrolio dalle riserve strategiche dei Paesi membri.

Questo significa che all'Italia toccherà immettere nel circuito delle reti internazionali poco più di 9 milioni di barili di petrolio, circa il 2,5% del rilascio globale, una quota che corrisponde a circa l'11% delle nostre riserve strategiche. 

Toccherà alle imprese come l'Eni coordinare le varie fasi del rilascio nella rete internazionale dei 9 milioni di barili che toccano all'Italia.

Ma da Palazzo Chigi è arrivata, ha fatto presente sempre il CorSera, questa considerazione:

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Contiamo di avere 20 o 30 giorni di respiro a proprosito della pressione sui prezzi dell'energia
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