A vederlo e sentirlo oggi quasi non lo si riconosce. Esattamente dieci anni fa, era l'uomo simbolo del riformismo italiano: l'uomo che aveva firmato, insieme a Maria Elena Boschi, una riforma della Costituzione che davvero prometteva di modernizzare il nostro Paese rendendo le istituzioni più veloci ed efficienti con il superamento anzitutto del bicameralismo perfetto.
Oggi, invece, pur di farsi prima accettare e poi notare come socio del Campo largo, si è cucito la bocca sul referendum sulla Giustizia di domenica e lunedì prossimi (lasciando ai suoi sostanzialmente la libertà di scegliere tra Sì e No alla riforma Nordio) e parla di future "primarie delle idee" per chiudere il cerchio del centrosinistra, alla perenne ricerca di un programma condiviso prima e di un leader da contrapporre a Giorgia Meloni poi.
Come dire, è diventata davvero dura la vita di Matteo Renzi.
E insomma: a proposito di idee, cosa ne pensa Matteo Renzi della riforma Nordio? Il 22 e il 23 marzo voterà Sì o No alla separazione delle carriere e all'introduzione del sorteggio per i componenti del Csm?
Questo è davvero un bel mistero. L'ex premier, infatti, anche se non fa meno di due interviste alla settimana, sull'appuntamento politico più importante dell'anno si è in pratica cucito la bocca.
Parla, però, spesso e volentieri, come è capitato quest'oggi con Repubblica, di Campo largo, di programma e di leadership di questa parte politica.
Del resto, le elezioni politiche sono previste tra poco più di un anno e la situazione di partenza del centrosinistra non è delle migliori.
Un esempio? Gliel'ha ricordato Francesco Bei: per l'ennesima volta, l'opposizione, in settimana, si è dimostrata spaccatissima su un tema fondamentale per presentarsi come seria alternativa di governo quale la politica estera. In parlamento, si è presentata con ben quattro mozioni diverse...
ha giurato il nostro.
Ora: a onor del vero e al di là delle chiacchiere, del centrodestra tutto si può dire tranne che in parlamento non si confermi, al momento delle votazioni, ogni volta granitico proprio sul fronte della politica estera, dagli aiuti all'Ucraina, all'Europa fino alla guerra in Iran. Ma di questo Renzi sembra non accorgersene:
Cosa che per il leader di Italia Viva rimane uguale anche se cambia la legge elettorale:
Sì, ma a proposito di campagna elettorale, su cosa il Campo largo può fare campagna elettorale insieme? Su cosa sono d'accordo Matteo Renzi e Giuseppe Conte? Matteo Renzi e Nicola Fratoianni o Angelo Bonelli? Per non parlare di Matteo Renzi e dei pasdaran di Elly Schlein?
Beh, diciamo che gli alleati di Renzi si sono dimostrati poco interessati (per usare un eufemismo) a seguirlo su questa strada.
Ma tant'è, l'ex premier, sempre a Repubblica, ha tenuto a specificare:
Arieccola, la giustizia! Renzi ne vuole parlare con chi grida al fascismo per l'introduzione della separazione delle carriere. Allora anche lui ha cambiato idea rispetto al passato? Anche lui è allineato con il Travaglio-pensiero? Ne vuole "parlare" con queste fantomatiche "primarie delle idee" mentre tra sette giorni si gioca la partita decisiva per avere fin da subito un sistema più garantista?
Il Renzi di qualche anno fa avrebbe detto che si spedisce palla in tribuna.
Ma tuttavia: l'ultima chicca di giornata dell'ex premier è stata questa: alla domanda di Francesco Bei "la politica estera vi divide, ma sull'idea di un'iniziativa europea per porre fine alla guerra in Ucraina anche Conte potrebbe essere d'accordo?", ha risposto:
Peccato che la realtà distrugga sul nascere ogni suo ottimismo: tre giorni fa, all'europarlamento, il Movimento Cinque Stelle si è astenuto persino su una mozione di condanna alla Russia per l'utilizzo di mercenari africani in Ucraina.
No: a vederlo e sentirlo oggi, Renzi, quasi non lo si riconosce.
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