16 Mar, 2026 - 17:00

Guerra in Iran, la Germania prende le distanze: "Non ha nulla a che vedere con la NATO"

Guerra in Iran, la Germania prende le distanze: "Non ha nulla a che vedere con la NATO"

La Germania prende le distanze dal conflitto in Medio Oriente e respinge l’ipotesi di un coinvolgimento militare della NATO. Berlino ha chiarito che la guerra in corso non riguarda l’Alleanza atlantica e che non prenderà parte ad un’eventuale missione per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz. Le dichiarazioni arrivano mentre gli Stati Uniti aumentano la pressione sugli alleati, chiedendo un maggiore sostegno.

Guerra in Iran, la posizione della Germania

La crisi in Medio Oriente, iniziata con gli attacchi di Israele e degli Stati Uniti del 28 febbraio 2026, continua senza segni di tregua.

Il portavoce del cancelliere tedesco Friedrich Merz, Stefan Kornelius, ha affermato il 16 marzo che il conflitto in corso "non ha nulla a che fare con la NATO" e "non è una guerra della NATO". Kornelius ha evidenziato la natura difensiva dell'Alleanza atlantica affermando che "la NATO è un'alleanza difensiva, un'alleanza per la difesa del proprio territorio".

Queste parole hanno seguito le dichiarazioni del presidente americano, Donald Trump, che ha chiesto a diversi alleati, tra cui Francia, Regno Unito, Corea del Sud e Giappone, di inviare navi militari "per mantenere lo Stretto di Hormuz aperto e sicuro".

La richiesta degli Stati Uniti e le pressioni sugli alleati

Oltre a chiedere aiuto, Trump ha intensificato ulteriormente le pressioni. Il leader americano ha lanciato un avvertimento alla NATO in un'intervista al Financial Times, affermando che l'Alleanza potrebbe avere un futuro “molto brutto” se gli alleati non verranno in aiuto degli Stati Uniti.

Alla luce di questi sviluppi, il governo tedesco ha affermato che non verrà preso in considerazione alcun intervento, neppure un'azione militare limitata con l'obiettivo di tenere aperto lo Stretto di Hormuz:

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Finché questa guerra continuerà, non ci sarà alcun coinvolgimento, nemmeno in un'opzione per mantenere aperto lo Stretto di Hormuz con mezzi militari.

Kornelius ha dichiarato di non sapere se gli Stati Uniti abbiano chiesto ufficialmente alla Germania di partecipare ad una missione di quel tipo.

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Vorrei inoltre ricordarvi che gli Stati Uniti e Israele non ci hanno consultato prima della guerra e che Washington ha dichiarato esplicitamente all'inizio del conflitto che l'assistenza europea non era né necessaria né desiderata.

Le dichiarazioni del ministro della Difesa tedesco

Durante una conferenza stampa separata tenutasi sempre il 16 marzo, il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, ha affermato che la Germania vuole vedere tutti gli attori coinvolti nel conflitto evitare un ulteriore aumento delle tensioni militari.

Pistorius ha aggiunto, evidenziando l'intenzione di Berlino di non far parte militarmente del conflitto, la volontà del governo tedesco di sostenere gli sforzi diplomatici.

“Ci troviamo in una situazione che non abbiamo provocato… Questa guerra è iniziata senza alcuna consultazione”, ha affermato Pistorius.

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Cosa si aspetta Donald Trump da una manciata di fregate europee nello Stretto di Hormuz che la potente Marina statunitense non sia in grado di gestire da sola? Questa è la domanda che mi pongo.
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