01 Jul, 2026 - 15:55

I lefebvriani hanno consacrato quattro nuovi vescovi senza il permesso del Papa: cosa succede adesso

I lefebvriani hanno consacrato quattro nuovi vescovi senza il permesso del Papa: cosa succede adesso

A nulla è valso l’appello in extremis di Leone XIV a fermarsi, questa mattina – mercoledì 1° luglio – ad Econe, in Svizzera, i rappresentanti della Fraternità di San Pio X hanno dato seguito a quanto annunciato nelle scorse settimane: hanno consacrato quattro nuovi vescovi senza l’autorizzazione del Papa, determinando – come già accaduto 38 anni fa – uno scisma nella Chiesa cattolica.

Con il termine “scisma” si intende, infatti, la rottura della “comunione con il Papa e con la Chiesa”.

L’atto di nominare nuovi prelati senza mandato pontificio comporta – nel diritto ecclesiastico -  la scomunica automatica (scomunica latae sententiae) da parte del Pontefice per chi ha ordinato i vescovi e per i nuovi eletti.

Scisma nella Chiesa, i lefebvriani nominano quattro vescovi senza il permesso del Papa

Lo avevano annunciato e lo hanno fatto. Questa mattina nella località svizzera di Econe, davanti a 16mila partecipanti (numeri diffusi dalla Fraternità), i lefebvriani hanno proceduto alla consacrazione di quattro nuovi vescovi senza l’autorizzazione del Papa.

I quattro nuovi prelati sono stati scelti tra i sacerdoti della Fraternità Sacerdotale di San Pio X, il movimento fondato nel 1970 dall’arcivescovo francese Marcel Lefebvre in dissenso con il Concilio Vaticano II. 

Con le nuove consacrazioni la Fraternità può contare su sei prelati, circa 700 sacerdoti, 250 suore e 250 seminaristi. 

In una lettera datata 29 giugno, ma resa nota solo oggi, Papa Leone XIV, aveva lanciato un ultimo appello al superiore generale della Fraternità, don Davide Pagliarani, in cui chiedeva di fermarsi. 

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“Con questo spirito, e colmo di affetto cristiano, vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi! Vi esorto a considerare attentamente il bene spirituale dei fedeli, perché l’atto scismatico che compireste li priverebbe della ricezione lecita e in taluni casi persino valida dei Sacramenti che essi amano e cercano per la propria santificazione”.

Aveva scritto il Santo Padre. 

Perché le nuove consacrazioni sono considerate uno scisma?

La consacrazione di nuovi vescovi da parte della Fraternità di San Pio X senza l’autorizzazione pontificia è considerato un formale atto di scisma, poiché il Papa è per la Chiesa Cattolica l’unica autorità deputata alla nomina di nuovi prelati. 

Le conseguenze dirette previste dalla legge della Chiesa sono la scomunica automatica, senza bisogno di un processo formale. La storia, quindi, si ripete come già accaduto 38 anni fa, con la scomunica di Papa Giovanni Paolo II (poi annullata da Papa Benedetto XVI) per le prime ordinazioni vescovili. 
Ad incorrere nella scomunica sono sia i vescovi consacranti, sia i quattro sacerdoti neo-consacrati. Nelle prossime ore dovrebbe arrivare anche l’atto formale del Vaticano. 

Le ordinazioni dei vescovi lefebvriani sono valide oppure no?

La domanda che molti fedeli si pongono è se la Fraternità San Pio X sia ancora nella Chiesa cattolica e se le nuove ordinazioni siano valide. La risposta è sì per entrambe le domande, ma con alcune precisazioni. 

I quattro nuovi prelati hanno pronunciato la formula di fedeltà al Papa e alla Chiesa romana. Dal punto di vista sacramentale, la Chiesa considera valide le loro consacrazioni episcopali, poiché conferite da vescovi validamente consacrati, ma le ritiene gravemente illecite in quanto avvenute senza mandato pontificio. 

Per quanto concerne lo status della Fraternità, la Santa Sede non la considera una Chiesa separata né una confessione diversa da quella cattolica, ma una realtà priva di un regolare riconoscimento giuridico. I suoi vescovi e sacerdoti sono validamente ordinati, ma esercitano il ministero senza una missione canonica.

Per questo motivo gran parte delle loro attività è ritenuta illecita, pur essendo in alcuni casi sacramentalmente valida. 

Negli ultimi anni la Santa Sede ha concesso ai sacerdoti della Fraternità alcune specifiche facoltà, come quella di confessare validamente. Resta però aperta la questione della loro piena regolarizzazione nella Chiesa.

Ad oggi, i lefebvriani sono presenti come comunità in 70 Paesi nel mondo, dove portano avanti la visione di una chiesa tradizionalista basata sul rifiuto della modernità ecclesiale e delle “neo-modernismo” post-conciliare. 

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