Sono trascorsi 14 anni dalla scomparsa di Zalan Balogh, il giovane insegnante di educazione fisica ungherese di cui si sono perse le tracce nel giugno del 2012 durante un viaggio che avrebbe dovuto riportarlo dalla Svizzera in Ungheria per un importante evento familiare.
Una vicenda che, fin dall’inizio, ha presentato elementi difficili da spiegare: un percorso programmato nei dettagli, l’attesa dei parenti all’arrivo e, improvvisamente, il silenzio. Da quel momento non sono emerse notizie certe sul suo destino.
All’epoca dei fatti Zalan aveva 26 anni, lavorava nel cantone dei Grigioni e viveva lontano dalla propria famiglia, diviso tra diversi Paesi europei per motivi professionali.
Il 28 giugno 2012 il giovane lasciò la località di Flims, dove lavorava come insegnante, per raggiungere la stazione degli autobus di Coira (Chur).
Ad accompagnarlo fu il suo datore di lavoro. Da lì avrebbe dovuto proseguire verso l’Italia, in direzione dell’aeroporto di Bergamo Orio al Serio, da cui la mattina seguente era previsto l’imbarco sul volo Ryanair FR8412 diretto a Budapest Liszt Ferenc.
L’arrivo era programmato per le 9:45 del 29 giugno, orario in cui i familiari lo attendevano per poi raggiungere insieme Cluj Napoca, in Romania, dove si sarebbe celebrato il matrimonio del fratello.
Nonostante il viaggio fosse stato organizzato con precisione, Zalan non risultò nella lista dei passeggeri imbarcati sul volo previsto.
Allo stesso tempo non arrivò a destinazione né si presentò nuovamente sul posto di lavoro nei giorni successivi, facendo crescere rapidamente la preoccupazione tra familiari e conoscenti.
Al momento della scomparsa aveva con sé un Ipod Touch, ma non disponeva di un telefono cellulare, circostanza che ha reso più difficile la ricostruzione dei suoi eventuali spostamenti.
Le ricerche e gli appelli lanciati nel tempo non hanno permesso di chiarire cosa sia accaduto dopo la sua partenza da Coira.
Tra gli elementi utili al riconoscimento vi è un tatuaggio sul fianco destro, all’altezza dell’anca.
La sua scomparsa resta ancora oggi avvolta nel mistero, mentre la famiglia continua a convivere con l’assenza di risposte su un viaggio iniziato con l’intenzione di riunirsi ai propri cari e mai concluso.
Chiunque possa fornire informazioni utili può contattare la polizia cantonale dei Grigioni (+41 81 257 74 80) oppure il posto di polizia più vicino.
Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
I campi obbligatori sono contrassegnati con *