28 Mar, 2026 - 17:35

Aurora Tila uccisa a 13 anni, le motivazioni della sentenza: "Le domande a ChatGPT provano lo stalking"

Aurora Tila uccisa a 13 anni, le motivazioni della sentenza: "Le domande a ChatGPT provano lo stalking"

Aurora Tila è morta ad appena 13 anni a Piacenza, precipitando dal balcone al settimo piano: era il 25 ottobre 2024. L'ex fidanzatino, 15enne all'epoca dei fatti, è stato condannato a 17 anni di reclusione dal Tribunale per i minorenni di Bologna lo scorso novembre, con l'accusa di omicidio volontario pluriaggravato.

Nelle motivazioni della sentenza è stato evidenziato come anche le conversazioni con ChatGPT di Aurora Tila contribuiscano a delineare lo stalking subìto. 

Condannato a 17 anni l'ex fidanzato di Aurora Tila: le motivazioni della sentenza

L'ex fidanzato della ragazzina, oggi 17enne, è stato condannato in primo grado a una pena di 17 anni, con il riconoscimento di tutte le aggravanti contestate, compresa quella dello stalking, con l'unica attenuante della minore età. 

Il pubblico ministero, Simone Purgato, aveva chiesto il massimo in questi casi, ossia 20 anni e 8 mesi.

Secondo quanto si legge sulle motivazioni della sentenza, i testimoni, menzionati nel documento, “appaiono attendibili, così come attendibili appaiono le confidenze di Aurora a familiari, amiche ed educatrice".

Ma non solo. Allo stesso modo, i giudici ritengono attendibile anche Aurora quando, con "estrema franchezza", si rivolge all'intelligenza artificiale, descrivendo la propria situazione.

Le domande all'AI

La 13enne chiedeva a ChatGPT come comportarsi "in quella delicata e soffocante situazione” e come distinguere un amore vero da uno tossico.

Per i giudici, il ragazzo "ha compiuto, con il suo essere possessivo e geloso, per diversi mesi e fino a giungere ad uccidere la sua vittima, reiterate condotte ai danni di Aurora di natura minatoria, molesta e violenta”. Tanto da infondere nella vittima un senso di paura “purtroppo fondato”.

L'imputato aveva già deciso "di uccidere Aurora"

I giudici evidenziano, inoltre, che "probabilmente e paradossalmente" la ragazzina è andata incontro a questo tragico destino nel tentativo di "disinnescare quel clima d’odio" che la sua decisione di interrompere la relazione avrebbe generato nel suo fidanzato.

Per il Tribunale dei Minorenni di Bologna il fidanzato avrebbe spinto giù dal balcone la 13enne, che lo aveva lasciato, colpendola alle ginocchia quando lei si era aggrappata alla ringhiera per salvarsi. 

L'imputato “aveva già deciso che avrebbe ucciso Aurora", organizzando quell' ultimo incontro "ed approfittando di esso per mettere in atto il suo piano", aggiungono i giudici.

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