31 Mar, 2026 - 15:41

Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi morte a Campobasso, fu omicidio? Nel loro sangue tracce di ricina

Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi morte a Campobasso, fu omicidio? Nel loro sangue tracce di ricina

Non sarebbe stata un'intossicazione alimentare a causare la morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, madre e figlia di 50 e 15 anni, morte subito dopo Natale all'ospedale Cardarelli di Campobasso. Secondo le indiscrezioni riportate dall'Ansa, che cita fonti investigative, nel sangue di entrambe le vittime sarebbero state trovate tracce di ricina, una sostanza altamente tossica, capace di bloccare la sintesi proteica delle cellule e provocare danni all'organismo in tempi rapidi. 

La svolta nelle indagini: ipotesi omicidio 

La presenza di tracce della sostanza è emersa durante gli accertamenti tossicologici su campioni biologici eseguiti in Italia e all'estero, con analisi arrivate fino in Svizzera e negli Stati Uniti per confronti su casi simili.

L'ipotesi investigativa è che madre e figlia possano essere state avvelenate. Per chiarire i contorni della vicenda, capire le modalità con cui il veleno sarebbe stato somministrato e da chi, è stato aperto un fascicolo per duplice omicidio premeditato, al momento contro ignoti.

I malori dopo Natale e i primi sospetti

Antonella Di Ielsi, 50 anni, lavorava con il marito commercialista, Gianni Di Vita, 55 anni, ex sindaco del Comune di Pietracatella; la figlia, Sara Di Vita, adolescente, frequentava invece il liceo classico a Campobasso. 

Lo scorso dicembre si erano presentate al pronto soccorso del Cardarelli con sintomi che i medici in servizio avevano rinviato a una possibile intossicazione alimentare, ma per due volte - prima che le loro condizioni peggiorassero inesorabilmente  - erano state dimesse.

Anche Gianni Di Vita aveva manifestato lievi sintomi; la figlia maggiore, Alice, era invece rimasta estranea all'accaduto. L'attenzione si era focalizzata sulla cena del 23 dicembre, ma le verifiche sugli alimenti consumati non avevano riscontrato anomalie. E si era ipotizzato un errore sanitario. Ora la svolta. 

L'autopsia e la richiesta di una proroga

Il medico legale Benedetta Pia De Luca ha chiesto nella mattinata di oggi, 31 marzo 2026, una proroga di 30 giorni per consegnare i risultati dell'autopsia. L'abitazione della famiglia resta intanto sotto sequestro. Per ulteriori sviluppi, bisognerà attendere.

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