31 Mar, 2026 - 20:15

Conte accende i motori: libro-manifesto e “100 spazi” per prendersi la leadership del campo largo

Conte accende i motori: libro-manifesto e “100 spazi” per prendersi la leadership del campo largo

Non chiamatela ancora candidatura, ma la sostanza è quella. Giuseppe Conte ha già imboccato la strada che porta dritto alle primarie del centrosinistra. Ufficialmente, da Campo Marzio frenano: “Non è la priorità”. In realtà, dietro le quinte del Movimento 5 Stelle, la macchina si è già messa in moto. E lo fa con un doppio binario: il lancio del libro e la costruzione partecipata del programma. Tradotto: narrazione e consenso.
Il primo tassello è editoriale ma altamente politico. Il 13 aprile, insieme al volto televisivo Giovanni Floris, Conte presenterà “La nuova primavera”, autobiografia solo in apparenza. In realtà, raccontano fonti interne, è un manifesto travestito da memoir. Dentro c’è tutto: l’ascesa da professore a premier, la gestione del Covid, la rottura con Beppe Grillo, fino alla nuova visione di un centrosinistra “in costruzione”. Un messaggio chiaro: Conte non guarda indietro, punta al comando del futuro campo progressista.


La strategia dei “100 spazi”: ascolto o campagna elettorale mascherata?


Parallelamente, parte l’operazione territorio. Cinquecento attivisti pronti a invadere l’Italia con i cosiddetti “100 spazi”. Ufficialmente: ascolto. Ufficiosamente: radicamento e costruzione di una base programmatica già cucita addosso al leader. La regia è affidata ad Avventure Urbane, già vista con il progetto Nova. Un modello rodato: incontri, open space technology, coinvolgimento di associazioni, sindacati e società civile.
Il calendario è serrato. Formazione degli attivisti subito, poi via agli incontri da metà maggio. Entro fine giugno, sintesi e voto online. Un processo che ricorda da vicino le vecchie consultazioni grilline, ma con una differenza sostanziale: questa volta il risultato serve a legittimare una leadership nazionale, non solo una piattaforma politica.
E qui emerge il vero retroscena: mentre il Partito Democratico è ancora impantanato tra correnti e identità incerte, Conte si muove come se le primarie fossero già convocate. Non lo dice, ma lo fa.


Il fattore Grillo e la partita del simbolo: tensioni sotterranee


Sul tavolo, però, resta una variabile tutt’altro che secondaria: il ritorno di Grillo. Il fondatore ha riaperto il contenzioso sul nome e sul simbolo del Movimento. Una mossa che, letta a freddo, sembra un avvertimento: il controllo del brand non è scontato.
Dietro le quinte, il clima è teso. Perché Conte ha ormai trasformato il M5S in un partito personale, mentre Grillo non ha mai smesso di considerarlo una creatura sua. La battaglia legale rischia di diventare politica, proprio mentre il leader prova a costruirsi una credibilità da federatore del centrosinistra.


Conte contro Meloni: la sfida è già iniziata


Il bersaglio finale è chiaro: Giorgia Meloni. Anche se le elezioni non sono dietro l’angolo, la campagna è già partita. Il libro serve a definire la visione, i “100 spazi” a costruire consenso e legittimazione dal basso. Un doppio movimento che punta a bruciare sul tempo gli alleati e presentarsi come candidato inevitabile.
Nel frattempo, il racconto pubblico resta prudente: priorità ai problemi degli italiani, bollette, sanità, costo della vita. Ma è la classica linea di copertura. Perché chi gira il Paese, organizza eventi e costruisce un programma partecipato, in politica non sta “ascoltando”: sta correndo.
E Conte, oggi, è già in volata.

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