A pochi giorni dalle elezioni parlamentari del 12 aprile 2026 in Ungheria, il leader dell’opposizione Péter Magyar si presenta come il principale sfidante del primo ministro Viktor Orbán. In un’intervista esclusiva all’Associated Press, Magyar ha delineato le sue priorità politiche, affrontando temi chiave come la collocazione internazionale del paese, i rapporti con l’Unione Europea e la gestione dell’energia.
Péter Magyar, leader del partito Tisza, si prepara ad affrontare il Fidesz di Viktor Orbán. Secondo diversi sondaggi, l’opposizione risulta in vantaggio, grazie anche ad una campagna focalizzata su questioni come il sistema sanitario, i trasporti pubblici e la lotta alla corruzione.
"Credo che Tisza otterrà una vittoria elettorale schiacciante, perché anche gli elettori di Fidesz non vogliono che il nostro paese diventi uno stato fantoccio della Russia, una colonia, una fabbrica, invece di appartenere all'Europa", ha affermato.
Magyar ha inoltre sottolineato l’intenzione di mantenere alcune politiche dell’attuale governo ritenute efficaci, tra cui la recinzione al confine meridionale contro l’immigrazione irregolare e i provvedimenti per ridurre le spese delle famiglie.
Secondo il leader dell’opposizione, le elezioni rappresenteranno un momento decisivo per il futuro del paese:
Sul piano europeo, Magyar ha assicurato che un eventuale governo Tisza adotterebbe un approccio più collaborativo rispetto a quello attuale, pur mantenendo una posizione autonoma.
Ha spiegato che l’Ungheria continuerà a difendere i propri interessi anche utilizzando strumenti come il diritto di veto, previsto dalle regole dell’Unione Europea. Tuttavia, ha criticato l’uso che ne è stato fatto negli ultimi anni.
"Il compito di un primo ministro ungherese, in qualsiasi momento, è quello di rappresentare gli interessi ungheresi e, se necessario, di rappresentarli con fermezza", ha affermato.
Magyar ha ribadito che l’obiettivo è quello di riportare il paese ad una posizione più equilibrata all’interno delle istituzioni europee, senza rinunciare alla capacità di incidere nei processi decisionali.
Un altro tema centrale riguarda i rapporti con la Russia e la politica energetica. Magyar ha dichiarato che un suo eventuale governo adotterà una linea “pragmatica”, basata sul rispetto reciproco tra stati sovrani.
"Il pragmatismo significa che noi non abbiamo voce in capitolo negli affari interni della Russia, e loro non hanno voce in capitolo nei nostri", ha affermato.
Allo stesso tempo, ha criticato l’attuale esecutivo per la mancata diversificazione delle fonti energetiche, sottolineando la necessità di nuovi accordi e infrastrutture per ridurre la dipendenza da petrolio e gas russi.
Ha però chiarito che la transizione dovrà essere graduale:
L’intervista di Péter Magyar evidenzia una strategia che punta a coniugare cambiamento e continuità. Le elezioni del 12 aprile si configurano così come un passaggio cruciale per definire il futuro ruolo dell’Ungheria nello scenario internazionale.
Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
I campi obbligatori sono contrassegnati con *