07 Apr, 2026 - 09:41

Napoli, 20enne ucciso a colpi di pistola davanti a un bar a Ponticelli: era Fabio Ascione

Napoli, 20enne ucciso a colpi di pistola davanti a un bar a Ponticelli: era Fabio Ascione

Si chiamava Fabio Ascione e aveva 20 anni il giovane che all'alba di oggi, 7 aprile 2026, è morto dopo essere stato raggiunto da un proiettile al torace mentre si trovava in un bar di via Carlo Miranda, nel quartiere di Ponticelli, a Napoli. È caccia ora ai responsabili.

L'agguato davanti a un bar a Ponticelli 

Secondo le prime ricostruzioni, l'agguato sarebbe avvenuto attorno alle 5:10 nei pressi del bar "Lively". Due sconosciuti sarebbero arrivati a bordo di uno scooter, per poi aprire il fuoco contro più persone presenti in strada. 

Ascione è stato raggiunto al petto e le sue condizioni sono apparse subito gravi. All'arrivo dei soccorritori del 118, è stato trasportato d'urgenza al pronto soccorso dell'ospedale Villa Betania e ricoverato, ma non ce l'ha fatta.

Indagini in corso: caccia ai responsabili

Sul posto sono intervenuti i carabinieri del Nucleo radiomobile di Napoli e del Nucleo operativo di Poggioreale, che hanno avviato gli accertamenti necessari per ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto e individuare i responsabili. Fondamentale sarà l'audizione dei testimoni, così come l'analisi di eventuali telecamere di videosorveglianza installate da privati in zona.

Chi era Fabio Ascione e i precedenti in zona 

Ascione, nato a Napoli il 26 marzo 2006, era incensurato. Si esclude, quindi, che possa essere stato vittima di un agguato di camorra. Quando è stato colpito, era appena uscito dal lavoro e stava facendo colazione a due passi da casa. "Era un bravo ragazzo", ricorda chi lo conosceva. "Non era uno che si cercava guai". 

Appena un mese fa, nella stessa zona, il 25enne Giuseppe Musella aveva ucciso a coltellate la sorella Ylenia, 22 anni, che viveva insieme a lui, al culmine di una lite scoppiata, forse, per futili motivi. "Di male in peggio", scrive ora qualcuno sotto a un post pubblicato sui social dal deputato Francesco Emilio Borrelli.

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