Si è concluso con una condanna definitiva a 10 anni, 11 mesi e 25 giorni di reclusione per Gabriel Natale Hjorth il processo sull'uccisione del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega, avvenuto a Roma nel luglio 2019. L'ultima parola è toccata alla Corte di Cassazione, dopo un iter lunghissimo, caratterizzato da diversi gradi di giudizio, annullamenti e rinvii. Il coimputato, Finnegan Lee Elder, esecutore materiale dell'accoltellamento, era già stato condannato definitivamente a 15 anni e 2 mesi.
I giudici della Suprema Corte hanno in sostanza dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla difesa di Hjorth, che puntava a un ridimensionamento della pena stabilita nei precedenti gradi di giudizio, rendendola definitiva.
Hanno però disposto l'annullamento con rinvio dei profili civili, in particolare per quanto riguarda la valutazione dell'aggravante relativa al riconoscimento della qualifica di pubblico ufficiale della vittima. Dopo anni di pronunce e ridefinizioni del perimetro del giudizio, il capitolo principale della vicenda può così dirsi chiuso.
Il coimputato, Finnegan Lee Elder, riconosciuto l'esecutore materiale dell'omicidio (a differenza di Hjorth, condannato per concorso anomalo) era già stato condannato in via definitiva a 15 anni e 2 mesi di reclusione.
I fatti risalgono alla notte tra il 25 e il 26 luglio 2019. Secondo quanto ricostruito in aula, i due studenti americani, all'epoca di 18 e 19 anni, si trovavano in vacanza a Roma quando entrarono in contatto con alcuni spacciatori.
Dopo essere stati truffati (ricevendo medicinali polverizzati al posto della cocaina acquistata), decisero di sottrarre lo zaino di uno dei soggetti coinvolti nello scambio, chiedendo poi un incontro per ottenere indietro il denaro speso.
L'appuntamento fissato in centro città si rivelò però una trappola: al posto dei pusher, si presentarono dei carabinieri in borghese, tra cui il vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, 35 anni, che nel corso dello scontro fu colpito con undici coltellate.
In primo grado, entrambi gli imputati erano stati condannati all'ergastolo; poi, in Appello, le pene erano state ridotte a 24 e 22 anni. In seguito all'Appello bis, Elder era stato condannato a 15 anni e 2 mesi, Hjorth a 11 anni e 4 mesi. Ma la Cassazione aveva ritenuto di disporre un nuovo giudizio per il secondo. Fino all'ultima pronuncia.
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