13 Apr, 2026 - 09:47

Giacomo Bongiorni ucciso a Massa: chi sono i tre giovani fermati per l’omicidio, uno è minorenne

Giacomo Bongiorni ucciso a Massa: chi sono i tre giovani fermati per l’omicidio, uno è minorenne

Sono stati identificati e fermati in meno di 24 ore i presunti responsabili della violenta aggressione che ha ucciso Giacomo Bongiorni, il 47enne di Massa morto nella notte di domenica 12 aprile 2026 in piazza Felice Palma.

L’uomo, che era insieme alla compagna, al figlio di 11 anni e ad alcuni familiari, tra cui il cognato, è stato picchiato e sarebbe caduto a terra, battendo violentemente la testa.

Un minorenne e due maggiorenni, Ionut Alexandru Miron, 23 anni, ed Eduard Alin Carutasu, 19 anni, entrambi di nazionalità rumena, sono indagati, a vario titolo, per concorso in omicidio volontario.

Proseguono intanto le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Massa, in collaborazione con la Procura per i minorenni di Genova. 

Chi sono Ionut Alexandru Miron ed Eduard Alin Carutasu, fermati con un minorenne per l'omicidio di Bongiorni

I carabinieri, già nelle ore successive all'aggressione, sono riusciti a individuare tutti i soggetti coinvolti e a sequestrare materiale ritenuto utile alla ricostruzione dell’accaduto. Un esito rapido, reso possibile anche grazie alla presenza di sistemi di videosorveglianza nella zona e alle numerose testimonianze raccolte, come evidenziato dal procuratore massese Piero Capizzoto.

La Procura per i minorenni di Genova ha disposto il fermo del giovane ritenuto responsabile di omicidio volontario. Parallelamente, la Procura ordinaria di Massa ha emesso un provvedimento di fermo nei confronti dei due giovani maggiorenni, Ionut Alexandru Miron, 23 anni, ed Eduard Alin Carutasu, 19 anni, accusati di concorso nello stesso reato.

Nei prossimi giorni verranno effettuati gli interrogatori di garanzia, nei quali potranno fornire la propria versione dei fatti.

Determinante per chiarire le cause della morte sarà anche l'autopsia sul corpo della vittima. Secondo la compagna di Bongiorni, Sara Tognocchi, che ha rilasciato un'intervista al Corriere della Sera, il 47enne non sarebbe morto per la caduta, bensì per le botte. 

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Hanno smesso di colpirlo solo quando si sono resi conto che l’avevano ammazzato. A quel punto e solo a quel punto sono scappati

ha dichiarato.

Il lavoro congiunto tra Procura ordinaria e Procura minorile mira ad attribuire il ruolo svolto da ciascun componente del branco.

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Io ero sconvolta, mi sono messa a chiedere aiuto. Ho preso il figlio del mio compagno e l’ho portato via, ho avuto paura che questi ragazzi si mettessero a picchiare anche i bambini. Poi ho continuato a chiedere aiuto, a dire che dovevano smetterla. Ma loro non hanno smesso. L’hanno pestato a morte

ha inoltre raccontato Tognocchi nell'intervista.

Cos'è successo

Secondo quanto emerso finora, la tragedia si è consumata intorno all’una di notte di domenica. Dopo aver assistito a uno spettacolo, il gruppo, formato da Bongiorni, dalla compagna, dal figlio e da altri familiari, si era fermato in un locale della zona.

A poca distanza era presente un gruppo di giovani. Tra le due parti sarebbe nata una discussione: il cognato di Bongiorni avrebbe chiesto gentilmente ai ragazzi di smetterla di tirare bottiglie di vetro contro la vetrata di un negozio.

In pochi istanti la situazione sarebbe degenerata: i ragazzi avrebbero accerchiato i due uomini, iniziando a colpirli violentemente. Bongiorni sarebbe caduto a terra, battendo la testa: un trauma che, stando alle prime ipotesi, gli avrebbe provocato un arresto cardiaco fatale.

Anche il cognato ha riportato lesioni e fratture: è attualmente ricoverato in ospedale. Nonostante i soccorsi e i tentativi di rianimazione, Bongiorni non avrebbe mai ripreso conoscenza. Il decesso è stato constatato direttamente in piazza.

Il figlio 11enne della vittima, che ha assistito all’aggressione, è stato portato in ospedale in stato di choc. 

Movida sotto accusa

Il terribile omicidio ha avuto ripercussioni immediate sul piano istituzionale. Già domenica il prefetto di Massa-Carrara, Gaetano Cupello, ha convocato d’urgenza il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, al quale hanno partecipato i sindaci di Massa e Carrara, Francesco Persiani e Serena Arrighi, il presidente della Provincia, Roberto Valettini, il questore Bianca Venezia e i vertici locali delle forze dell’ordine.

In questa sede è stata analizzata in particolare la situazione legata alla movida nei due comuni, disponendo misure straordinarie per prevenire episodi simili. Diversi i provvedimenti adottati, come l'intensificazione dei controlli nelle aree più frequentate nelle ore serali e notturne; la chiusura anticipata dei locali entro le 00:30 fino al 31 maggio;  il divieto di vendita e asporto di bevande in vetro dopo le 22.

Attonita l'intera comunità di Massa. Il sindaco Francesco Persiani ha parlato di "violenza inaudita".

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A nome della città esprimo profondo dolore e grande sconcerto per questo episodio di violenza inaudita, aggravata da motivi futili, che ha scosso l’intera comunità. Rivolgo le più sentite condoglianze e la mia vicinanza alla famiglia di Giacomo Bongiorni, duramente colpita da una tragedia così grave e ingiusta.

Giacomo Bongiorni aveva una grande passione per il calcio. Aveva militato fino al 2012 nel San Vitale Candia, società che lo ha ricordato definendolo "un ragazzo d’oro, educato e solare".

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