13 Apr, 2026 - 10:30

Omicidio Martino Marangia a Taranto, svolta dopo 13 anni: arrestati mandante ed esecutore materiale

Omicidio Martino Marangia a Taranto, svolta dopo 13 anni: arrestati mandante ed esecutore materiale

Svolta dopo 13 anni nel caso di Martino Marangia, l'imprenditore edile di 50 anni ucciso a colpi di pistola a Pulsano, nel Tarantino, nel 2013. Nella notte di oggi, 13 aprile 2026, i carabinieri hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti del presunto mandante e dell'esecutore materiale del delitto, rimasto per tempo un "cold case".

I due arresti per l'omicidio e le accuse

I provvedimenti cautelari sono stati emessi dal gip Alcide Maritati su richiesta del pm della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce Milto De Nozza, che ha coordinato le indagini. Due le persone fermate: Cosimo Campo, di San Giorgio Ionico, e Anselmo Venere, di Pulsano, entrambi 57enni.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Campo sarebbe stato l'esecutore materiale dell'omicidio, mentre Venere il mandante. Le accuse a loro carico sono di concorso in omicidio volontario aggravato dal metodo mafioso e detenzione illegale di arma da fuoco.

Il delitto di Martino Marangia a Pulsano 

I fatti risalgono alla sera del 14 ottobre 2013. Martino Marangia, 50 anni, fu raggiunto da diversi colpi di una pistola calibro 9x21 al torace e all'addome mentre si apprestava ad aprire il cancello di casa, in contrada Rotondelle, una zona isolata della periferia di Pulsano. A dare l'allarme fu la compagna, di ritorno da una passeggiata. Le ferite riportate gli furono però fatali: all'arrivo dei soccorritori del 118, l'uomo era già morto. 

Nel video di Telenorba, la ricostruzione dell'agguato che costò la vita a Marangia nell'ottobre del 2013.

Il movente e le indagini riaperte dopo anni

Dalle nuove indagini è emerso che l'omicidio sarebbe maturato in un contesto di forti contrasti personali (legati anche a dissidi per lavori edili) tra la vittima e uno degli indagati. Nel 2010, tra loro sarebbe avvenuto uno scontro nel corso del quale Venere sarebbe stato ferito e umiliato da Marangia.

Nel 2013 la vendetta culminata nell'uccisione del 50enne. Una vicenda rimasta irrisolta per anni, riaperta grazie alle dichiarazioni di collaboratori di giustizia e a nuovi approfondimenti investigativi che hanno permesso di delineare il quadro accusatorio che ha portato i due in cella. 

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