14 Apr, 2026 - 16:40

Mamma e figlia avvelenate a Pietracatella, l'esito degli esami sulla ricina: "Gianni Di Vita negativo"

Mamma e figlia avvelenate a Pietracatella, l'esito degli esami sulla ricina: "Gianni Di Vita negativo"

Svolta nell’inchiesta sulla morte di Sara Di Vita, 15 anni, e della madre Antonella Di Ielsi, 50 anni, decedute tra il 27 e il 28 dicembre 2025 per un sospetto avvelenamento.

Dopo l’interrogatorio di diverse ore di Gianni Di Vita, marito e padre delle vittime, della figlia Alice e di una cugina che li sta ospitando dopo il sequestro dell’abitazione di Pietracatella, oggi sono state sentite altre cinque persone: emergono i primi sospetti.

Intanto, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe arrivata la conferma della positività alla ricina delle due vittime. 

Mamma e figlia avvelenate a Pietracatella, Gianni Di Vita negativo alla ricina

Nelle prossime ore il Centro antiveleni di Pavia invierà la relazione ufficiale sugli esami svolti su Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi.

Intanto, però, secondo indiscrezioni arrivate da fonti qualificate, sarebbe stata confermata la positività alla ricina per le due vittime.

Allo stesso tempo, nel sangue di Gianni Di Vita non sarebbero state trovate tracce del potentissimo veleno. 

Nuovi interrogatori in Questura: ci sarebbero dei sospettati

Sono proseguiti gli interrogatori in Questura a Campobasso, come riporta l'ANSA. Si sono aggiunte nuove testimonianze alle circa trenta persone già sentite nei giorni scorsi. Lo stesso Gianni di Vita verrà nuovamente convocato in qaualità di testimone.

Un'indagione che ha avuto un'accelerazione negli ultimi tempi e che avrebbe portato a individuare alcuni sospettati, mentre gli inquirenti stanno seguendo diverse piste per risolvere il giallo. 

Nel weekend c'era stato un nuovo sopralluogo nell'abitazione della famiglia Di Vita, sotto sequestro dallo scorso dicembre.

L'analisi dei vetrini delle autopsie a Bari

Il medico legale Pia Benedetta De Luca ha fissato, per il prossimo 29 aprile a Bari, l’esame dei vetrini istologici relativi alle autopsie eseguite sui corpi delle due vittime, considerati fondamentali per risalire alle cause dei decessi.

Si tratta di un accertamento tecnico considerato non ripetibile, che sarà svolto alla presenza di tutte le parti coinvolte, in modo che venga garantito il pieno contraddittorio. 

Sono stati chiamati i legali e i consulenti dei cinque medici indagati per omicidio colposo, nella prima fase dell’indagine, oltre ai rappresentanti delle parti offese. Tra questi c'è anche il nuovo difensore di Gianni Di Vita, l’avvocato Vittorino Facciolla, insieme al consulente tecnico incaricato dalla famiglia.

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