Sono trascorsi sette mesi dalla morte di Andrea Costantini, il 38enne trovato senza vita all'interno di una cella frigorifera nel supermercato di Termoli dove lavorava come macellaio.
Un suicidio, secondo l'ipotesi iniziale della Procura di Larino: una tesi a cui i familiari non hanno mai creduto, chiedendo ulteriori accertamenti.
In questi giorni erano attesi i risultati dell'autopsia sul corpo dell'uomo: ma il Prof. d'Ovidio, perito nominato dal GIP del Tribunale di Larino, ha chiesto una proroga di 30 giorni.
L'Avvocato Piero Lorusso, difensore della famiglia di Andrea Costantini, ha accolto con favore questa istanza.
"Tale richiesta testimonia, in modo inequivocabile, l'assoluta complessità dell'indagine medico-legale e la necessità di approfondire con il massimo rigore scientifico ogni singolo aspetto clinico e tanatologico" afferma il legale.
L'avvocato Lorusso sottolinea come siano comprensibili le motivazioni che hanno portato il Prof. d'Ovidio a richiedere più tempo.
"L'esame autoptico è stato disposto a ben quattro mesi di distanza dal tragico decesso, su un corpo che si presentava inevitabilmente in avanzato stato di putrefazione e più precisamente di saponificazione" evidenzia.
Una condizione in cui risulta complesso, secondo il legale, riuscire a isolare lesioni ritenute fondamentali per ricostruire i fatti.
Ad esempio, i segni di un possibile strangolamento, documentati nelle foto scattate dal padre della vittima nella camera mortuaria; ma anche tracce di difesa, oltre agli ematomi che sono stati rilevati in precedenza nella zona scrotale e inguinale.
Pur riconoscendo l'importanza dell'esame autoptico, l'avvocato Lorusso sottolinea come, a prescindere dall'esito, la perizia medico-legale non può essere considerato sufficiente per chiudere il caso.
Sono fondamentali anche le ulteriori attività investigative, già richieste dalla Difesa alla Procura.
Ossia la perizia informatica forense sul telefono della vittima, sui dispositivi dei familiari più prossimi e sul computer; l’esame dattiloscopico sui biglietti di addio; ma anche l'esame del DNA sugli abiti indossati dalla vittima al momento del ritrovamento, nonché sul coltello presente sulla scena del crimine.
Il legale chiede inoltre la Bloodstain Pattern Analysis sugli schizzi di sangue trovati sulla scena e una perizia cinetica che ricostruisca l'esatta dinamica degli eventi.
"Ad oggi, constatiamo con preoccupazione che l'espletamento di tali accertamenti appare di fatto subordinato all'esito dell'esame autoptico" afferma Lorusso.
Indagini necessarie, ribadisce l'avvocato, considerando anche le ipotesi di reato: omicidio volontario, omicidio colposo e istigazione al suicidio.
Per escludere o confermare queste ipotesi non è sufficiente l'autopsia su un corpo "compromesso dal tempo". Bensì "occorre far 'parlare' la scena del crimine, i dispositivi informatici e le tracce biologiche".
Il legale conclude ribadendo la fiducia nell'operato della Magistratura da parte della famiglia di Andrea Costantini, ma continuerà a combattere affinché vengano svolte tutte le indagini scientifiche possibili per avere verità e giustizia.
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