18 Apr, 2026 - 14:06

Stretto di Hormuz chiuso, quali sono le rotte alternative per il traffico petrolifero mondiale

Stretto di Hormuz chiuso, quali sono le rotte alternative per il traffico petrolifero mondiale

Dopo una nuova chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran, tornano al centro dell’attenzione le possibili alternative per il trasporto del petrolio globale. La rotta, da cui passa circa il 20 per cento del greggio mondiale, rappresenta infatti un punto strategico fondamentale per i mercati energetici internazionali.

Nuova chiusura dello Stretto di Hormuz

Dopo una breve riapertura, l’Iran ha annunciato nuovamente la chiusura dello Stretto di Hormuz. Si tratta di una rotta marittima cruciale, attraverso la quale transita circa il 20 per cento del petrolio globale.

L’Iran aveva già chiuso questa via marittima dopo i primi attacchi di Israele e Stati Uniti del 28 febbraio. Da allora i prezzi del petrolio sono saliti e sono aumentate anche le preoccupazioni per la sicurezza alimentare. Il cessate il fuoco entrato in vigore l’8 aprile tra Stati Uniti e Iran è ancora in corso e dovrebbe scadere il 21 aprile. Il 18 aprile Teheran aveva deciso di riaprire la via navigabile ma successivamente ha annunciato nuovamente la chiusura.

Impatto globale e preoccupazioni internazionali

Mentre la crisi in Medio Oriente continua, gli effetti si riflettono ben oltre la regione. Diverse organizzazioni internazionali hanno messo in guardia contro le conseguenze di una chiusura prolungata di questa rotta marittima. Parallelamente, emergono interrogativi sulle possibili rotte alternative per il trasporto del petrolio.

Le alternative esistono, anche se sono limitate rispetto al traffico che passa dallo Stretto di Hormuz. Tra queste vi è l’oleodotto est-ovest che attraversa l’Arabia Saudita, da Abqaiq sulla costa del Golfo Persico fino a Yanbu sul Mar Rosso. Un’altra alternativa è l’oleodotto Habshan-Fujairah, noto anche come “Abu Dhabi Crude Oil Pipeline (ADCOP)”, che si estende per circa 400 chilometri dagli impianti petroliferi di Habshan, a sud-ovest di Abu Dhabi, fino al porto di Fujairah sul Golfo dell’Oman.

Limiti delle rotte alternative

Nonostante l’interesse per le vie alternative, gli esperti sottolineano che queste non sarebbero sufficienti a sostituire completamente lo Stretto di Hormuz. Attraverso quest’ultimo transitano infatti circa 20 milioni di barili al giorno, mentre la capacità complessiva delle rotte alternative si aggira intorno agli 8,5 milioni di barili giornalieri: circa 7 milioni dall’Arabia Saudita e 1,5 milioni dagli Emirati Arabi Uniti.

Secondo le analisi degli esperti, l’ampliamento o la costruzione di nuove infrastrutture richiederebbe tempi lunghi e ingenti investimenti. Anche progetti come l’utilizzo della rotta dall’Iraq verso il Mediterraneo orientale, attraverso la Turchia, restano soluzioni non in grado di colmare nell’immediato la capacità dello Stretto di Hormuz.

La nuova chiusura dello Stretto di Hormuz riporta al centro l’instabilità energetica globale e la dipendenza del mercato internazionale da una delle sue principali rotte strategiche, mentre le alternative disponibili restano insufficienti a garantire una sostituzione immediata dei flussi di petrolio.

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