19 Apr, 2026 - 10:00

Chi era Astrit Koni, l'uomo che ha ucciso ex moglie e compagno e si è tolto la vita nell'Astigiano

Chi era Astrit Koni, l'uomo che ha ucciso ex moglie e compagno e si è tolto la vita nell'Astigiano

Si chiamava Astrit Koni e aveva 59 anni l'uomo di origine albanese - residente in Italia da oltre vent'anni - che venerdì scorso si è tolto la vita gettandosi da una delle finestre del castello in cui lavorava come giardiniere a Cossombrato, nell'Astigiano, e di cui possedeva le chiavi.

Secondo le prime ricostruzioni, prima del gesto estremo avrebbe ucciso a roncolate l'ex moglie Drita Mecollari, 55 anni, e il nuovo compagno Bardhok Gega, 57 anni, entrambi suoi connazionali, i cui corpi sono stati trovati sabato mattina in un fosso della zona.

Il ritrovamento dei corpi e la prima ricostruzione

L'allarme è scattato dopo il ritrovamento del corpo dell'uomo, avvenuto nel pomeriggio di venerdì ai piedi del castello di Cossombrato. Solo in un secondo momento, a seguito della denuncia di scomparsa dell'ex moglie, presentata dal fratello, sono stati rinvenuti, in un fosso nei pressi di un terreno agricolo in cui la coppia possedeva degli alveari, anche i cadaveri della donna e del compagno.

Secondo quanto emerso dai primi accertamenti, i due sarebbero stati colpiti con una roncola, attrezzo agricolo compatibile con quelli in uso a Koni per via delle sue attività da giardiniere. L'ipotesi è che il 59enne li abbia uccisi prima di togliersi a sua volta la vita gettandosi da una delle torri della struttura in cui lavorava, che per lui non aveva segreti. 

Chi era Astrit Koni, per tutti "Arturo": "Sconvolti"

Arrivato in Italia oltre vent'anni fa, Koni era ormai parte della comunità di Cossambrato, dove era conosciuto amichevolmente con il nome di "Arturo". 

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Era un uomo buono, aiutava tutti e scherzava sempre con i bambini,

ricorda una vicina di casa sentita dall'Agi. "Siamo sconvolti, era un grandissimo lavoratore", aggiunge un altro residente. Parole a cui fanno eco quelle della sindaca, Elsa Ormea, che sempre ai giornalisti ha dichiarato:

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Quello che è accaduto è un grande dolore per tutta la nostra comunità. Astrit era un amico, una persona pienamente inserita in paese. Non possiamo conoscere le relazioni familiari, ma nel tessuto sociale era una persona encomiabile, molto presente. Questo evento ha segnato tutti.

Il biglietto ai posteri e gli accertamenti in corso

Prima del gesto estremo, il 59enne avrebbe lasciato un biglietto per spiegare le sue ragioni. "Mi hai rovinato la vita, ma adesso è tutto finito", il contenuto a lui attribuito. Chi indaga si concentra per questo sui rapporti che intercorrevano tra lui e l'ex moglie, puntando a ricostruire il contesto familiare ed eventuali tensioni pregresse. Fondamentali saranno le testimonianze di coloro che li conoscevano. Il paese resta, intanto, sotto shock.

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