Colpito con almeno tre coltellate, tra testa e torace: così è stato ucciso Andrea Sciorilli, il 21enne trovato senza vita nelle prime ore del pomeriggio di ieri, 19 aprile 2026, a Vasto, in provincia di Chieti.
Dopo un lungo interrogatorio, il padre del giovane, Antonio Sciorilli, di 52 anni, avrebbe confessato il delitto. I rapporti in casa da tempo erano problematici: l'ipotesi è che una lite in famiglia sia degenerata nell'omicidio.
Il corpo di Andrea Sciorilli, diplomato in amministrazione, finanza e marketing, è stato trovato nel garage di un complesso residenziale in una traversa della circonvallazione Histoniense. Presentava ferite da arma da taglio.
Come riferito dal procuratore Domenico Angelo Raffaele Seccia, la vittima era un consumatore di droghe ed era dedito al piccolo spaccio.
I sanitari del 118, arrivati sul posto insieme a polizia e carabinieri, non hanno potuto far altro che constatare il decesso del 21enne. Sul luogo del delitto si sono recati anche gli agenti della polizia locale, il medico legale e il pm di turno della Procura di Vasto, Silvia Di Nunzio.
Stando a quanto emerso, Andrea Sciorilli sarebbe stato ucciso con un'ascia, poi ritrovata in garage. Il ragazzo è stato colpito all'altezza del cranio e di uno zigomo. Il colpo mortale è stato dato allo sterno.
La svolta nelle indagini è arrivata nella notte, quando il padre, sottoposto a un lungo interrogatorio, avrebbe ammesso le proprie responsabilità.
Antonio Sciorilli, 52 anni, dirigente dell’ufficio legale dell'Asl Lanciano Vasto Chieti, giurista e avvocato, è stato ascoltato per diverse ore nella caserma della compagnia di Vasto.
Il provvedimento di fermo è stato disposto dalla Procura di Vasto, con il coordinamento dei pubblici ministeri Silvia Di Nunzio e Miriam Manfrin, alla luce dei gravi indizi raccolti nelle ore successive al ritrovamento del corpo del giovane. L'uomo si trova ora in isolamento nel carcere di Vasto.
Un testimone oculare, che ha visto il padre con il cadavere del figlio in garage ha avvertito le forze dell'ordine. Quando i militari sono arrivati, lo hanno trovato con il corpo del 21enne avvolto in alcuni indumenti. Non ha opposto resistenza.
Fondamentali le tracce di sangue individuate dalla Scientifica, anche con l’utilizzo del luminol, sia sul pianerottolo dell’abitazione che all’interno dell’ascensore, oltre che nel garage. Il litigio tra padre e figlio sarebbe iniziato in casa, mentre la madre era assente.
Il 52enne, che non sopportava la situazione del figlio, recentemente era riuscito a trovargli un lavoro fuori regione: avrebbe dovuto fare un corso a Piacenza, come ispettore amministrativo. Ma il giovane si sarebbe rifiutato: a scatenare la lite che è sfociata nel delitto potrebbe essere stato proprio questo motivo. Ci sarebbe stata una colluttazione tra i due, quindi i fendenti mortali.
Il clima familiare era teso da tempo. Secondo quanto emerso, nel 2024 Antonio Sciorilli, ora assistito dall'avvocato Massimiliano Baccalà, aveva denunciato il figlio per episodi di violenza domestica. Era stato attivato il “codice rosso”, ma la denuncia era stata in seguito ritirata.
Anche i vicini di casa avrebbero confermato le frequenti liti in famiglia.
si legge nella nota diffusa dall'Asl Lanciano Vasto Chieti.
Nella serata di domenica il sindaco di Vasto, Francesco Menna, aveva condiviso un messaggio di cordoglio su Facebook. "Con profondo dolore mi stringo, insieme a tutta la comunità, alla famiglia del giovane tragicamente scomparso. E’ una notizia che sconvolge e colpisce tutti noi. Confido nel lavoro delle autorità preposte che sono certo riusciranno a far emergere la verità".
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