Si sono concluse nel peggiore dei modi le ricerche di Vincenzo Iannitti, il 20enne scomparso lo scorso 18 marzo da San Castrese, frazione di Sessa Aurunca, nel Casertano. Dopo settimane di attesa, il giovane è stato trovato morto all'interno di un ripostiglio in un immobile in ristrutturazione non lontano dal luogo dell'ultimo avvistamento. In nottata un amico avrebbe confessato l'omicidio.
Il corpo di Vincenzo è stato rinvenuto nella serata del 20 aprile dai carabinieri, che avevano ricevuto una segnalazione su un forte odore nella zona. Secondo le prime informazioni, si trovava - in evidente stato di decomposizione, con i piedi legati da una corda - in uno spazio interrato, un piccolo ripostiglio, in un'area situata a poca distanza dal centro di San Castrese, avvolto in una busta e coperto da detriti.
Le operazioni di recupero sono state complesse e hanno richiesto anche l'intervento dei vigili del fuoco. Sul posto, oltre a loro, i reparti scientifici dell'Arma, che hanno avviato tutti i rilievi del caso. La salma è stata poi trasferita all'Istituto di Medicina legale di Caserta, dove sarà sottoposta ad autopsia per stabilire data e cause del decesso.
Per fare luce sulla vicenda, la Procura di Santa Maria Capua Vetere, competente per territorio, ha aperto un fascicolo d'inchiesta per omicidio. Secondo quanto emerso in mattinata, un 19enne di origine rumena amico della vittima sarebbe stato fermato dopo aver ammesso le proprie responsabilità, spiegando di aver colpito il 20enne con due coltellate per poi gettare il cadavere dal terrazzo nel cortile dell'abitazione vicina, dove lo ha occultato. Da chiarire ancora il movente.
Il 20enne, nato e vissuto in Germania, appassionato di musica, risultava scomparso dallo scorso 18 marzo. Quella mattina si trovava in casa della nonna, dove aveva deciso di stabilirsi dopo essersi diviso per un po' tra i genitori separati.
Verso le 10:30/11, aveva raggiunto un bar di Lauro, frazione limitrofa a quella di San Castrese. "Era con un amico, hanno fatto colazione, era tranquillo", aveva raccontato un testimone. Da quel momento, nessuno lo aveva più visto. Il 19enne fermato aveva riferito che aveva espresso l'intenzione di partire per Roma.
Tante cose, però, non tornavano. "Dimmi solo dove sei, mandami un messaggio e ti vengo a prendere", l'appello lanciato dalla madre a Chi l'ha visto?. Il padre aveva invece scritto una lettera aperta, chiedendo aiuto e notizie sulle sorti del ragazzo ad amici e conoscenti. Ora la tragica svolta.
le parole del sindaco di Sessa Aurunca, Lorenzo Di Iorio, che come il resto della comunità ha appreso con sgomento la notizia della morte del giovane.
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