22 Apr, 2026 - 15:03

Omicidio Mollicone, in aula la superperizia Cattaneo: "Serena morta per asfissia dopo trauma cranico"

Omicidio Mollicone, in aula la superperizia Cattaneo: "Serena morta per asfissia dopo trauma cranico"

Si torna a discutere delle cause della morte di Serena Mollicone. L'occasione è la nuova udienza del processo d'Appello bis che vede imputati per l'omicidio della 18enne di Arce l'ex comandante della caserma dei carabinieri Franco Mottola, la moglie Anna Maria e il figlio Marco, già assolti in primo e in secondo grado e ora nuovamente alla sbarra dopo l'annullamento con rinvio disposto dalla Cassazione.

La superperizia Cattaneo in aula a Roma

Al centro dell'udienza c'è la "superperizia" firmata dall'anatomopatologa Cristina Cattaneo, che fu determinante per la riapertura delle indagini sull'omicidio avvenuto nel 2001.

In aula è stata ascoltata per l'occasione la stessa consulente, direttrice del Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell'Università di Milano, chiamata a illustrare le conclusioni del suo lavoro.

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Sappiamo che Serena Mollicone muore per un'asfissia meccanica facilitata dal trauma cranico - ha spiegato - Lo si può dire per i segni sul cuore e per il fatto che è stata trovata con un sacco in testa e il nastro adesivo che copriva le vie aeree.

La ricostruzione: colluttazione e trauma

Secondo la ricostruzione della Cattaneo, le lesioni rinvenute sul corpo della giovane indicherebbero che fu coinvolta, prima di morire, in una colluttazione. La 18enne avrebbe poi riportato un trauma alla testa urtando contro una superficie definita "ampia e piana", individuata dalla Procura nella porta dell'alloggio in uso alla famiglia Mottola all'interno della caserma di Arce. 

Il nodo dell'altezza e la dinamica dell'urto

Tra i nodi al centro della discussione, anche quello dell'altezza della vittima in relazione alla posizione della lesione rinvenuta sulla porta.

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Serena potrebbe essere stata sollevata nell'urto,

ha spiegato la Cattaneo, sottolineando come le variabili nelle dinamiche di violenza siano molteplici e non sempre riconducibili a rigidi parametri.

La porta di cui si parla è la stessa citata da Marco Mottola nel corso di una delle ultime udienze. "Mio padre mi raccontò di averla danneggiata nel corso di una lite con mia madre", ha sostenuto in aula. 

L'omicidio Mollicone nell'estate del 2001 

I fatti risalgono al primo giugno del 2001. Serena uscì di casa e non vi fece più ritorno. Due giorni dopo il suo ultimo avvistamento, il suo corpo fu ritrovato - con la testa avvolta in un sacchetto di plastica, mani e piedi legati - in un boschetto di Fontecupa, vicino Monte San Giovanni Campano.

Fu l'ex vicebrigadiere dei carabinieri Santino Tuzi a collocarla in caserma nel giorno della scomparsa. L'ipotesi della Procura è che la giovane fosse diventata scomoda per la volontà di denunciare un presunto giro di droga di cui anche l'amico Marco avrebbe fatto parte. Ricostruzione da sempre respinta dalle difese degli imputati, che si proclamano innocenti. 

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