23 Apr, 2026 - 11:39

Caso Resinovich, Visintin a Canale 122: "Ho insegnato a Liliana ad essere invisibile"

Caso Resinovich, Visintin a Canale 122: "Ho insegnato a Liliana ad essere invisibile"

All’indomani del secondo funerale di Liliana Resinovich, la sessantatreenne scomparsa e ritrovata senza vita nel parco di San Giovanni il 5 gennaio 2022, il marito Sebastiano Visintin torna a parlare. Unico indagato nel fascicolo per omicidio aperto dalla Procura di Trieste, Visintin ha scelto le telecamere di Incidente Probatorio, su Canale 122 – Fatti di Nera, per esporre la propria versione dei fatti in un lungo faccia a faccia in studio.

Durante l'intervista condotta da Beatrice Maria Merolla, Visintin ha affrontato i nodi più intricati dell'inchiesta: dal presunto "triangolo amoroso" alla GoPro, fino ai dettagli sulla vita privata della coppia.

Il racconto in studio: "Eravamo una cosa sola"

Visintin ha rivendicato con forza la riservatezza che caratterizzava il loro rapporto, rigettando le ricostruzioni emerse negli ultimi anni:
“Non me ne frega assolutamente niente di quello che pensa la gente. Ho insegnato a Liliana a essere invisibile, perché noi facevamo la nostra vita. Liliana, se tu vuoi, tu devi essere invisibile, cioè la gente non deve sapere cosa fai, cosa non fai, dove andiamo, cosa facciamo qua e là. Noi facevamo la nostra vita, ce la siamo goduta, abbiamo viaggiato. Io a Liliana ho fatto 600.000 foto, sono tutte là, negli hard disk.”

Sulla "vita parallela" e l'ipotesi del suicidio, incalzato sulle ombre che circondano gli ultimi mesi di vita della moglie, Visintin ha mantenuto una posizione ferma, smentendo la conoscenza di legami sentimentali alternativi da parte di Liliana: “Vita parallela? Lo sa solo questo signore che adesso purtroppo non c'è più. Io continuo e continuerò nella mia vita come ho fatto fino ad oggi, perciò sono sereno e tranquillo.”

Il passaggio più critico ha riguardato l'ipotesi del suicidio, inizialmente sostenuta dagli inquirenti ma sempre rigettata con forza dalla famiglia e dai legali: “Ci ho pensato tantissime volte. Gli inquirenti sono partiti così e mi dicevano: ‘Sebastiano mettiti il cuore in pace, parliamo di un suicidio, questo è il fatto’. Infatti il dottor Antonio De Nicolo ha chiesto l'archiviazione per suicidio, noi ci siamo opposti, si è opposto anche il fratello. Ci siamo opposti al suicidio perché ci è parsa una cosa strana.”

"Nessuno conosceva la vera Liliana"

In chiusura del suo intervento, Visintin ha sottolineato come la narrazione pubblica della vittima sia, a suo dire, lontana dalla realtà quotidiana che i due condividevano: “Questo è difficile da dire, perché nessuno conosceva Liliana. Era una che parlava con poco o niente. Con me parlava, per carità, quando stavamo insieme, durante i viaggi, durante tutte le cose che facevamo: mi parlava del suo lavoro, delle amiche. Io ero a conoscenza di tutto questo e quello che viene descritto di Liliana è sbagliato perché nessuno la conosceva esattamente.”

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