"Alberto Stasi fuori dal carcere". Potrebbe essere questo lo scenario che si prospetta per il 42enne condannato, in via definitiva, a 16 anni di reclusione per l'omicidio di Chiara Poggi.
Nelle prossime settimane la Procura di Pavia, guidata da Fabio Napoleone, trasmetterà alla Procura generale di Milano, con a capo la procuratrice generale Francesca Nanni, un’informativa sulla nuova inchiesta sul delitto di Garlasco, che vede come unico indagato Andrea Sempio.
Nella ricostruzione dei magistrati e dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano non sarebbero emersi elementi in grado di collocare Alberto Stasi sulla scena del crimine. Altri, invece, sarebbero in contrasto con quanto stabilito nella sentenza di condanna.
La pg Nanni, quindi, potrebbe valutare se chiedere ulteriori atti, ai fini di un’eventuale revisione del processo.
Al centro dell’incontro ufficiale tra Napoleone e Nanni, avvenuto oggi, 24 aprile 2026 e durato circa 45 minuti, c'era infatti la nuova indagine sul delitto, prossima alla chiusura. Il conto alla rovescia è ufficialmente iniziato.
La procuratrice generale è cauta nelle dichiarazioni rilasciate alla stampa al termine dell'incontro riservato con il procuratore di Pavia, insieme all’avvocato generale di Corte d’Appello Lucilla Tontodonati.
“Non possiamo sbilanciarci in alcun modo” su “un’eventuale richiesta di revisione” del processo di Stasi, perché “dobbiamo ovviamente prima studiare le carte. Non sarà uno studio né veloce né facile”, ha affermato.
“La materia della revisione - ha inoltre chiarito - è riservata all’avvocato generale e a me”.
Quello di stamattina è stato un incontro preliminare: nessun documento sulla nuova inchiesta è stato ancora consegnato.
Nelle prossime settimane, anche se non è chiaro se contestualmente alla chiusura delle indagini, fissata per il mese di maggio, “la Procura di Pavia ci informerà di quello che è stato fatto. Noi, se avremo bisogno, chiederemo ulteriori atti e poi valuteremo se eventualmente proporre una richiesta di revisione”, ha spiegato Nanni.
La procuratrice generale ha inoltre evidenziato che “riceveremo una prima informativa, valuteremo se chiedere ulteriori atti e nel caso dovremo studiare questi elementi”. Prima di allora, non è possibile sbilanciarsi "in alcun modo".
Secondo quanto emerso, l'ultima consulenza genetica del professor Carlo Previderè è stata consegnata alla Procura di Pavia nelle scorse ore.
Si aggiunge alla consulenza dell'anatomopatologa Cristina Cattaneo, alla BPA del RIS di Cagliari e alla relazione del professor Paolo Dal Checco sui computer di Alberto Stasi e Chiara Poggi.
Non resta che attendere la discovery, sempre più vicina. Tra la probabile richiesta di rinvio a giudizio per Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, e la futura revisione del processo per Stasi, la verità sul delitto potrebbe essere completamente riscritta.
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