27 Apr, 2026 - 11:23

Caso di Arce: tra il brigadiere Santino Tuzi e Serena Mollicone un “patto segreto”

Caso di Arce: tra il brigadiere Santino Tuzi e Serena Mollicone un “patto segreto”

Il mistero dell'omicidio di Serena Mollicone e la morte del Brigadiere Santino Tuzi si arricchiscono di un nuovo, inquietante capitolo. Durante una conferenza stampa al Russo Center di Pastorano, moderata dal giornalista Fabio Marzano, la famiglia Tuzi ha presentato elementi volti a scardinare la tesi del suicidio del sottufficiale, avvenuto l’11 aprile 2008.

Il perito balistico Dario Sangermano ha definito la scena del crimine "anomala", evidenziando incongruenze tecniche insormontabili: la totale assenza di impronte digitali e di schizzi di sangue sulla pistola d'ordinanza, ritrovata "perfettamente adagiata" sul sedile dell'auto. Secondo i legali della famiglia, si tratterebbe di una messinscena per coprire un omicidio: Tuzi sarebbe stato ucciso dopo un tentativo di difesa.

La tensione è salita in serata, durante la trasmissione Incidente Probatorio in diretta su Canale 122 Fatti di Nera, con l'intervento del criminologo Carmelo Lavorino (consulente della difesa Mottola imputati per l’omicidio Mollicone). Lavorino ha ribaltato la prospettiva, sostenendo che tra Serena e il Brigadiere esistesse un legame profondo:

“... allora, per quello che riguarda le tracce biologiche: sino a quel momento, Santino Tuzi aveva mentito dicendo di non conoscere Serena Mollicone, di non averla mai vista e che quindi non l'aveva mai vista in caserma. Nel momento in cui gli hanno detto 'Bada, su hanno trovato delle tracce biologiche di Serena Mollicone', lui ha cambiato versione e si è assunto la responsabilità della conoscenza della presenza di Serena Mollicone, però le ha spostate immediatamente e le ha dirottate verso un soggetto innocente. Questo sta a significare che, per qualunque motivo andasse lì per qualcun altro... Santino Tuzi lo sapeva e c'era un patto amichevole che è un segreto che li univa. Però non poteva essere il Maresciallo Mottola. Ne parleremo al processo, però questo chiarisce tutto.”

Secondo questa tesi, Serena non sarebbe entrata nella caserma di Arce per incontrare i Mottola, ma proprio per vedere Tuzi, con cui condivideva un "patto amichevole". Questo scontro tra perizie apre scenari inediti: mentre la famiglia Tuzi chiede di indagare per omicidio legato a ciò che il Brigadiere sapeva, la difesa Mottola punta sul "segreto" per smontare l'accusa. Il prossimo dibattimento dovrà stabilire se quel legame sia davvero la chiave per risolvere due tragedie parallele.

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