Tra una tappa e l’altra del suo tour elettorale per le amministrative, Elly Schlein torna all’attacco del governo guidato da Giorgia Meloni.
La segretaria del Partito Democratico contesta duramente le politiche economiche dell’esecutivo e mette in discussione i risultati rivendicati dalla maggioranza.
In un’intervista rilasciata oggi - domenica 3 maggio - a La Repubblica, commentando il traguardo del governo Meloni, diventato il secondo più longevo della storia repubblicana, Schlein è stata netta:
“Non capisco cosa ci sia da festeggiare”.
E ha rilanciato una critica già ripetuta più volte:
“Avevano i numeri per fare tutto e non hanno fatto nulla per migliorare la vita degli italiani”.
Per la leader dem, il giudizio è politico ma soprattutto economico: la stabilità parlamentare non si sarebbe tradotta in riforme capaci di migliorare le condizioni del Paese.
Schlein costruisce la sua critica sull’idea che il governo abbia avuto stabilità politica ma non l’abbia trasformata in riforme economiche e sociali incisive, e che quindi abbia “sprecato un’occasione” per migliorare la situazione del Paese.
Schlein cita dati come il calo della produzione industriale per molti mesi consecutivi e una crescita definita “zero” o insufficiente. L’idea è che manchi una vera strategia di sviluppo.
La segretaria dem sostiene che manchi una vera strategia di sviluppo e contesta anche la tenuta della politica economica:
E aggiunge: la stabilità del governo, secondo Schlein, deriverebbe dalle divisioni del centrosinistra nel 2022, non da un reale consenso politico consolidato.
Secondo lei, gli stipendi in Italia restano tra i più bassi in Europa e il governo non avrebbe affrontato in modo adeguato la cosiddetta “questione salariale”, dopo aver anche contrastato la proposta di salario minimo del centrosinistra.
Accusa, poi, il governo di non avere un piano efficace per la crescita e la competitività, soprattutto in confronto ad altri Paesi europei che avrebbero adottato politiche più espansive.
Altro punto centrale della critica riguarda le politiche energetiche. Schlein lega il costo elevato delle bollette a scelte governative giudicate incoerenti e troppo dipendenti dal gas importato.
Secondo la segretaria dem, l’esecutivo avrebbe puntato su una strategia sbilanciata:
sostiene.
E rilancia la sua ricetta: più investimenti nelle fonti rinnovabili e una revisione del sistema energetico europeo per ridurre i costi e sostenere l’industria:
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