Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha paragonato la marina americana a “dei pirati” durante un comizio in Florida, riferendosi alle operazioni nello Stretto di Hormuz contro l’Iran. Le dichiarazioni arrivano in un contesto di forte tensione nello Stretto, tra blocchi navali, negoziati falliti e una tregua fragile che mantiene alta l’incertezza internazionale.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha affermato, durante un comizio in Florida, l’1 maggio 2026, che la marina statunitense si è comportata "come dei pirati", descrivendo un’operazione di sequestro di una nave nel contesto del blocco dei porti iraniani. Trump ha, inoltre, definito il blocco navale in corso come "un affare molto redditizio".
"Siamo atterrati sopra e abbiamo preso il controllo della nave. Abbiamo preso il controllo del carico, del petrolio. È un affare molto redditizio", ha dichiarato Trump.
L’Iran ha di fatto chiuso lo Stretto di Hormuz dopo i primi attacchi di Israele e degli Stati Uniti contro il paese del 28 febbraio. La chiusura di questa rotta commerciale fondamentale per il transito di petrolio e gas ha portato ad un’impennata dei prezzi dell’energia e ha sollevato timori per la sicurezza alimentare.
In questo contesto, il blocco navale statunitense contro i porti iraniani è arrivato settimane dopo. L’8 aprile è stato annunciato un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran di 15 giorni per negoziare un accordo di pace duratura. In seguito, le delegazioni statunitensi e iraniane hanno tenuto i primi colloqui a Islamabad. Questo incontro però non ha portato ad una soluzione.
Successivamente, gli Stati Uniti hanno imposto un blocco navale nello Stretto di Hormuz. Proseguono, inoltre, gli sforzi del Pakistan per portare le parti al tavolo dei negoziati.
La fragile tregua regge dopo la proroga del cessate il fuoco da parte di Donald Trump il 22 aprile. Mentre persistono le divergenze tra le parti, resta alta la tensione tra Washington e Teheran.
Il 3 maggio, il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha annunciato che 49 navi mercantili sono state dirottate "per conformarsi al blocco" e che "le forze statunitensi restano pienamente impegnate nell'applicazione totale del blocco".
Adm. Brad Cooper, CENTCOM commander, visited USS Milius (DDG 69), May 2, as the guided-missile destroyer patrolled regional waters in support of the U.S. blockade operations against Iran. While on board, he interacted with Sailors and addressed them on the 1MC while highlighting… pic.twitter.com/2qTmMmfY05
— U.S. Central Command (@CENTCOM) May 3, 2026
Sul piano interno, gli americani restano scettici riguardo alla guerra contro l’Iran. Un sondaggio del Washington Post-ABC News-Ipsos pubblicato l’1 maggio fotografa l’opinione pubblica statunitense.
Il 61 per cento degli adulti sostiene che l’uso della forza militare contro l’Iran da parte degli Stati Uniti sia stato un errore. Il 36 per cento invece ritiene la decisione giusta.
Il 19 per cento degli intervistati pensa che le azioni militari americane contro l’Iran quest’anno siano state un successo. Il 39 per cento pensa invece che non siano state un successo. Il 41 per cento ritiene che sia ancora troppo presto per giudicare.
Il paragone fatto da Trump tra l’attività navale statunitense e la pirateria arriva mentre il gradimento del presidente americano crolla al minimo storico e aumenta l’insoddisfazione degli americani sull’operato economico dell’amministrazione Trump.
Mentre si avvicinano le elezioni di medio termine del novembre 2026, questi giudizi negativi diventano ancora più rilevanti. Le midterm decideranno se i repubblicani possano mantenere il controllo su entrambe le camere, un vantaggio importante per Trump per portare avanti la propria agenda nei prossimi anni.
Le parole di Donald Trump si inseriscono in una fase delicata della crisi tra Stati Uniti e Iran, segnata da equilibri precari e tentativi diplomatici ancora inconcludenti. Intanto, il crescente scetticismo dell’opinione pubblica americana e l’avvicinarsi delle elezioni di medio termine potrebbero influenzare le prossime mosse dell’amministrazione, sia sul piano internazionale sia su quello interno.
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