03 May, 2026 - 23:14

OPEC+ aumenta la produzione di petrolio: il primo incremento dopo l’uscita degli Emirati Arabi Uniti dall'organizzazione

OPEC+ aumenta la produzione di petrolio: il primo incremento dopo l’uscita degli Emirati Arabi Uniti dall'organizzazione

L’OPEC+ ha annunciato un nuovo aumento della produzione di petrolio a partire da giugno 2026, in un momento particolarmente delicato per i mercati energetici globali. La decisione arriva infatti mentre il Medio Oriente attraversa forti tensioni e difficoltà logistiche che limitano il commercio internazionale di greggio. 

OPEC+, aumento della produzione di petrolio: la decisione 

L’OPEC+ ha annunciato, il 3 maggio 2026, che sette paesi, Algeria, Arabia Saudita, Iraq, Kazakistan, Kuwait, Oman e Russia, aumenteranno la produzione di 188mila barili al giorno di petrolio. La decisione entrerà in vigore a partire da giugno 2026.

Si tratta della terza volta consecutiva che la versione allargata dell'Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio annuncia un aumento del tetto massimo di produzione. Tuttavia, il momento della decisione è particolarmente significativo: arriva pochi giorni dopo l’uscita degli Emirati Arabi Uniti dall’OPEC e dall’OPEC+.

Gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato la decisione di lasciare l’organizzazione alla fine del mese di aprile e sono ufficialmente usciti l'1 maggio dopo circa sei decenni. Si prevede che, dopo aver lasciato l’organizzazione, Abu Dhabi opterà per un aumento della produzione. Ciò potrebbe incidere anche sul potere di mercato dei paesi membri dell’OPEC.

La decisione dell’OPEC+ si inserisce quindi in una fase di cambiamento interno al cartello.

Cos’è l’OPEC e come funziona l’OPEC+

L’OPEC è stata fondata nel settembre 1960. È un’organizzazione di paesi esportatori di petrolio che coordina le politiche petrolifere tra gli stati membri, con sede a Vienna, in Austria. Gli stati fondatori sono Arabia Saudita, Iran, Iraq, Kuwait e Venezuela.

Con l’uscita degli Emirati Arabi Uniti conta 11 membri: Algeria, Arabia Saudita, Gabon, Guinea Equatoriale, Iran, Iraq, Kuwait, Libia, Nigeria, Repubblica del Congo e Venezuela.

L’OPEC+ è, invece, un gruppo più ampio composto dai membri dell’OPEC e da altri paesi produttori di petrolio. I principali paesi non OPEC che fanno parte del gruppo OPEC+ sono Azerbaigian, Bahrain, Brunei, Kazakistan, Oman, Malesia, Messico, Russia, Sud Sudan e Sudan.

Questa struttura allargata permette un maggiore coordinamento globale sulla produzione di petrolio.

Crisi in Medio Oriente e limiti reali all’aumento della produzione

La decisione dell’aumento della produzione è rilevante anche nel contesto della crisi in Medio Oriente, con la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz, prima da parte di Teheran e poi con il blocco navale statunitense contro i porti iraniani.

Il mercato del petrolio attraversa un momento particolarmente critico. Secondo gli esperti del settore, l’impatto economico dell’attuale crisi in Medio Oriente è più grave rispetto agli shock petroliferi degli anni ’70 e agli effetti della guerra tra Russia e Ucraina sui mercati del gas.

Tuttavia, gli analisti ritengono che la decisione di aumentare la produzione da parte dell'OPEC+ potrebbe avere un impatto limitato sui mercati. Dietro questo ci sarebbero diversi motivi: molti paesi, come quelli del Golfo Persico, hanno attualmente una capacità di esportazione del petrolio fortemente limitata a causa della chiusura dello Stretto di Hormuz.

Questa rotta commerciale, attraverso cui transita circa il 20 per cento del petrolio globale, è fondamentale per raggiungere i mercati internazionali come Asia, Africa ed Europa.

Di conseguenza, anche se la produzione aumenta, le difficoltà logistiche impediscono che questo incremento si traduca realmente in maggiori forniture sul mercato globale.

L’aumento della produzione deciso dall’OPEC+ rappresenta un tentativo di stabilizzare il mercato petrolifero in una fase di forte incertezza. Tuttavia, le tensioni geopolitiche e le difficoltà legate al trasporto del greggio, in particolare attraverso lo Stretto di Hormuz, rischiano di ridurre significativamente l’efficacia di questa misura nel breve termine. In questo contesto, il mercato energetico globale resta esposto a equilibri ancora fragili e dipendenti dagli sviluppi della crisi in Medio Oriente. Gli sviluppi dei prossimi mesi saranno quindi determinanti per comprendere l’effettivo impatto delle decisioni dell’OPEC+ sul mercato globale del petrolio.

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