25 May, 2026 - 17:02

Perché si parla di una (nuova) legge per la responsabilità civile dei magistrati?

Perché si parla di una (nuova) legge per la responsabilità civile dei magistrati?

Non è facile rinunciare alla propria anima, al pilastro portante di oltre trent'anni di battaglie politiche. Parliamoci chiaro: Forza Italia, in tema di giustizia, non può fare a meno di battersi all'insegna del garantismo: è la benzina che alimenta il suo motore, il fuoco sacro del suo impegno. La mission, il Tema per eccellenza per il quale è in campo. 

Per questo, dopo la sconfitta al referendum sulla riforma della Giustizia del 23 marzo scorso, è tornata alla carica per cercare di curare la ferita inferta dall'esito di quella consultazione.

Il suo nuovo capogruppo alla Camera, Enrico Costa, ha annunciato che il prossimo 3 giugno, in occasione di un vertice di maggioranza con il ministro della Giustizia Carlo Nordio, metterà sul tavolo una nuova proposta di legge con l'obiettivo di delineare meglio la responsabilità civile dei magistrati.

La nuova legge sulla responsabilità civile dei magistrati

Forza Italia vuole prendersi la rivincita dopo il ko del referendum?

Nemmeno per sogno. O quantomeno: non in questi termini.

Dal punto di vista politico, il ko patito il 23 marzo basta e avanza. L'esito di quella consultazione ha cambiato per sempre il destino del centrodestra e, più in generale, di tutta la politica italiana visto che, dopo tre tentativi andati a vuoto a distanza di dieci anni l'uno dall'altro (nel 2006, nel 2016 e nel 2026), difficilmente ci sarà un altro governo che tenterà di modificare con un referendum delle norme costituzionali senza un accordo preventivo con l'opposizione in Parlamento.

Nulla sarà più come prima, nulla sarà più come prima del 22 e del 23 marzo 2026.

Ma tant'è: per Forza Italia, il partito che si è giocato l'anima sulla ruota del referendum, da qualche parte bisogna pur ricominciare.

Per questo il neocapogruppo alla Camera, Enrico Costa, ha annunciato una nuova proposta di legge per la responsabilità civile dei magistrati.

E insomma: "Vasto programma", avrebbe detto De Gaulle. Intanto, Però: chi sbaglia deve pagare. Ma ora non è già così?

Come è normata la responsabilità civile dei magistrati

Ad oggi, come è normata la responsabilità civile dei magistrati? Come in tutti gli altri casi dei pubblici funzionari, essi pagano di tasca loro solo se viene accertato dolo o colpa grave, intesa come "sprezzante trascuratezza dei propri doveri" o violazione macroscopica di norme e doveri d'ufficio. 

Ma in primis, a essere chiamato in giudizio dal cittadino che si sente penalizzato dalla cattiva giustizia, è lo Stato.

Solo in un secondo momento quest'ultimo si rivale sul singolo magistrato. Ma solo se, come detto, viene riconosciuta una grave responsabilità personale.

Il riferimento normativo è alla legge 18 del 2015, la quale è un'evoluzione di quella Vassalli del 1988 a sua volta figlia del referendum sulla responsabilità civile indetto l'anno precedente sull'onda emotiva del caso Tortora.

virgolette
Chi ha subito un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento giudiziario posto in essere da un magistrato con dolo intenzionale o colpa grave può ottenere il risarcimento dei danni

Al cittadino possono essere riconosciuti danni patrimoniali e morali.

Ma come funziona la procedura?

"L’interessato propone azione nei confronti del Presidente del Consiglio dei Ministri, presso il tribunale, individuato secondo quanto prevede l’articolo 11 del codice di procedura penale che stabilisce la ‘Competenza per i procedimenti riguardanti i magistrati’. La Presidenza del Consiglio chiede al ministero, la competenza specifica è dell’Ufficio contenzioso del dipartimento degli Affari di giustizia, di redigere un rapporto sui fatti oggetto della causa. Il ministero, nella causa sarà rappresentato dall’Avvocatura di Stato"

Come accennato, se il ricorso è accettato, la Presidenza del Consiglio dei Ministri promuove azione di rivalsa nei confronti del magistrato.

Al termine del procedimento, una copia della sentenza che accerta la responsabilità del magistrato è trasmessa al reparto disciplina della Direzione generale magistrati del dipartimento dell’organizzazione giudiziaria per l’azione disciplinare. E si fa presente che resta ferma la facoltà del Guardasigilli "di promuovere l'azione disciplinare", come prescrive l'articolo 107 della Costituzione.

La riforma della responsabilità

Ora, Forza Italia ha annunciato una riforma in materia di responsabilità civile dei magistrati.

Per ora, però, non è scesa nei particolari. Tuttavia, i suoi alleati, sia di Fratelli d'Italia che della Lega, ci vanno con i piedi di piombo:

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Non vogliamo alcuna norma punitiva

è il refrain che ripetono. Ma il 3 giugno, un po' come capita agli assassini, il centrodestra torna sul luogo del delitto: ad occuparsi di Giustizia.

 

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