05 May, 2026 - 10:05

Le prossime elezioni politiche finiranno in pareggio? Travaglio già detta la linea: "Proporzionale e Renzi e Calenda out"

Le prossime elezioni politiche finiranno in pareggio? Travaglio già detta la linea: "Proporzionale e Renzi e Calenda out"

I sondaggi danno il centrodestra e il centrosinistra a un'incollatura: la coalizione di Giorgia Meloni e il Campo largo sostanzialmente si equivalgono.

Così, a oltre un anno dall'apertura delle urne, molti già vedono profilarsi un pareggio in occasione delle prossime elezioni politiche.

A quel punto, cosa si fa?

Un altro governo tecnico non è auspicato da nessuno. Men che mai un governicchio destinato a durare il tempo di un amen.

Nel centrosinistra, chi ha dimostrato di avere già le idee chiare per evitare patrocchi del genere è Marco Travaglio.

Il direttore del Fatto Quotidiano, in un suo recente editoriale, ha spiegato perché si augura un nuova legge elettorale di stampo proporzionale e un centrosinistra senza Carlo Calenda e Matteo Renzi.

Il pareggio alle prossime elezioni, la ricetta di Travaglio: "Proporzionale"

Per scongiurare un pareggio che ad oggi sembra più che probabile alle prossime elezioni politiche, Marco Travaglio si è augurato che venga approvata una nuova legge elettorale: proporzionale secco, con soglia di sbarramento al 3%, capace di far fuori Italia Viva di Renzi e Azione di Carlo Calenda, quindi.

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Per portare gli italiani a votare bisogna farli sentire protagonisti con un messaggio chiaro e onesto: ogni voto vale uno, indipendentemente da dov'è indirizzato. Per questo siamo per una legge proporzionale (con lo sbarramento al 3% per costringere i partitini simili a unirsi)

ha scritto il direttore. E il Campo largo? 

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L'alleanza sarà solo tra forze omogenee in base a un contratto che metta in fila i punti di convergenza, quindi chi in passato ha dato prova di tradimenti, divisioni, personalismi e scissioni contro il centrosinistra (tipo Renzi o Calenda, tanto per non far nomi) non ci sarà, per evitare che ci riprovi

Perché Marco Travaglio tifa per una legge elettorale proporzionale

Certo, c'è da dire che una legge elettorale proporzionale sarebbe in proiezione una manna dal cielo per il partito più vicino a Marco Travaglio: il Movimento Cinque Stelle.

Il perché è facilmente intuibile: Giuseppe Conte non avrebbe difficoltà a piazzare la sua creatura al centro del sistema politico italiano trasformandolo in ago della bilancia ora tendente verso il centrodestra ora verso il centrosinistra. Come nella migliore (o peggiore) tradizione peronista argentina.

Fatto sta che i Cinque Stelle starebbero in pratica sempre al governo.

Ma tant'è: almeno per ora, il ragionamento di Travaglio si limita a questo:

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Vi chiediamo di darci la maggioranza dei voti - e dunque dei seggi - per un governo stabile e compatto, ma se non l'avremo ridaremo la parola agli italiani e non ci presteremo a pastrocchi tecnico-istituzionali con pezzi di destra (tipo Forza Italia, che è il peggio, non il meglio del fronte avversario) che così, senza di noi, non vedranno mai la luce, neppure se Mattarella ce lo chiederà in ginocchio in nome di questa o quella emergenza del momento

Beh, Travaglio che tanto dice di amare la nostra Costituzione, evidentemente, non ne condivide l'impronta parlamentare: secondo la nostra Carta, Mattarella sarebbe costretto a cercare qualcuno con una maggioranza in Aula.   

In ogni caso, a suo dire, il centrosinistra è davanti a un bivio:

virgolette
O appoggiare una legge ipermaggioritaria tipo Melonellum, con un mega premio alla coalizione che arriva prima; o subire il porcaio, cioè l'ammucchiata centrista in cantiere nei retrobottega del potere con la rivergination di Berlusconi e famiglia allargata (Minetti inclusa) (...) il pompaggio di Silvia Salis come salvatrice del centrosinistra contro i pericolosi sovversivi Conte, Schlein, Bonelli e Fratoianni (...) Tertium non datur: o il nuovo Porcellum o il nuovo Porcaio

Meno male però che Travaglio ha già individuato per i suoi la via d'uscita.

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