Quattro arresti per l’attentato al giornalista Rai, Sigfrido Ranucci, avvenuto il 16 ottobre 2025 nei pressi della sua abitazione a Pomezia, vicino Roma.
Nelle prime ore di oggi, martedì 30 giugno, i carabinieri del Comando Provinciale di Roma hanno eseguito nelle province di Napoli e Avellino quattro misure cautelari (tre in carcere e uno agli arresti domiciliari) disposte dalla Direzione Distrettuale Antimafia nei confronti di altrettante persone.
Le accuse sono, a vario titolo, di detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati – secondo la Procura - dall’aver agito con modalità di tipo mafioso.
Gli arrestati, tra i 53 e i 22 anni, hanno tutti precedenti e sono residenti nei comuni di Nola, Cicciano e Avella, nelle province di Napoli e Avellino.
Il commando avrebbe agito su specifico mandato di terze persone al momento ancora ignote, in cambio di un compenso economico. Le indagini dei Carabinieri proseguono attivamente per individuare i mandanti.
L’ordigno – che secondo gli accertamenti svolti dai carabinieri sarebbe risultato di fabbricazione artigianale, composto da "gelatina da cava" – distrusse due autovetture (quella del giornalista e quella della figlia) e danneggiò gravemente il muro di cinta dell’abitazione. L’esplosione si verificò pochi minuti dopo il passaggio della figlia di Ranucci.
Secondo quanto comunicato dagli investigatori, il presunto commando è stato individuato grazie all'esame incrociato di tutti i sistemi di videosorveglianza pubblici e privati, rilievi tecnico scientifici e l’esame di tutti i tabulati telefonici della vasta cella interessata, consentendo di ricostruire in modo minuzioso le fasi preparatorie, esecutive e successive dell'azione.
Fondamentali le telecamere sulla S.S. 148 “Pontina” che hanno permesso di individuare una Fiat 500 X, risultata noleggiata in Campania, e di tracciarne il viaggio di andata verso Roma e il repentino ritorno nelle ore immediatamente successive all'attentato.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il commando avrebbe agito su commissione di terze persone, al momento non ancora identificate. I mandanti avrebbero pagato i presunti esecutori e garantito loro supporto e assistenza legale.
Contestualmente all’esecuzione degli arresti, sono tuttora in corso numerose perquisizioni nei confronti di altri indagati che potrebbero aver fornito l'esplosivo e garantito il supporto logistico al commando. Le indagini proseguono per individuare gli eventuali mandanti che, secondo l'ipotesi investigativa, avrebbero commissionato l'attentato.
ha commentato Sigfrido Ranucci, raggiunto telefonicamente da 'Agorà Estate'.
Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
I campi obbligatori sono contrassegnati con *