07 May, 2026 - 12:45

Crociera trasformata in incubo: cos’è l’hantavirus e perchè anche l’Italia monitora il rischio?

Crociera trasformata in incubo: cos’è l’hantavirus e perchè anche l’Italia monitora il rischio?

Arriverebbe da Ushuaia nella Terra del Fuoco argentina, la città più australe del pianeta, il virus che ha acceso l’attenzione delle autorità sanitarie internazionali.

E' lì, che nel corso di un'escursione per fare birdwatching, il paziente zero (o quello che al momento sarebbe stato individuato come tale) sarebbe entrato in contatto con l'hantavirus, una rara malattia trasmessa dai roditori in America Latina, e avrebbe poi introdotto il contagio a bordo della nave da crociera Hondius. 

Questa almeno sarebbe l'ipotesi, al momento più accreditata - riportata dall'Ansa che cita l'AP - del focolaio scoppiato sulla nave e che ha trasformato, quella che doveva essere una tranquilla crociera di lusso nell'Antartide, in un incubo per i suoi 149 passeggeri.

Adesso la nave è in viaggio verso le Canarie dove i passeggeri saranno rimpatriati nei paesi d'origine secondo un meccanismo di protezione civile europea per evitare che il virus possa diffondersi.

In Italia, il ministero della Salute ha escluso la presenza di passeggeri italiani a bordo e ha attivato la sorveglianza epidemiologica con Regioni e Usmaf, mentre l’ECDC stima molto basso il rischio per la popolazione generale europea.

Hantavirus, perché anche l'Italia monitora il rischio?

Il caso è seguito con grande attenzione dalle autorità sanitarie internazionali (OMS e Ecdc) e italiane, al momento, tuttavia, non emergono elementi che possono far pensare a rischi concreti per il nostro Paese.

Nelle scorse ore il Ministero della Salute ha escluso la presenza di passeggeri italiani a bordo della MV Hondius, ma ha fatto sapere di aver attivato il canale di sorveglianza epidemiologica previsto per eventi sanitari di carattere internazionale, con una maggiore attenzione per le frontieri e gli scali marittimi e aeroportuali.

L’attenzione delle autorità sanitarie italiane, infatti, deriva principalmente dal fatto che i passeggeri della nave - che sono stati esposti inconsapevolmente al virus - nei giorni scorsi potrebbero essersi spostati attraverso aeroporti e scali internazionali europei con il rischio di una potenziale diffusione del contagio anche in altri Paesi.

Per questo il Ministero della Salute ha attivato tutte le procedure previste in casi simili, informando Regioni e Usmaf (Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera) e mantenendo il coordinamento con OMS ed Ecdc per facilitare eventuali attività di tracciamento di persone collegate al focolaio.

Nella nota diffusa ieri, si legge che il ministero "ha già trasmesso un'informativa, con i dati diffusi da Ecdc e Oms, alle Regioni e agli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera (Usmaf) e continuerà a monitorare l'evolversi della situazione in stretto contatto con le autorità sanitarie internazionali nell'ambito delle attività di sorveglianza epidemiologica".

Nella nota ministeriale, infine, si ricorda che "ad oggi, l'Ecdc ha classificato come molto basso il rischio per la popolazione generale in Europa".

Hantavirus e rischio pandemia: cosa stanno verificando OMS ed Ecdc

Il focolaio di hantavirus sulla nave da crociera MV Hondius resta sotto stretta osservazione delle autorità sanitarie internazionali. Al momento sono 7 i casi totali: 2 confermati da analisi di laboratorio e  5 sospetti, con tre decessi.

L'obiettivo principale in questo momento è chiarire da dove abbiano avuto origine i contagi e accertare se sia effettivamente coinvolto il ceppo Andes, che ad oggi è l'unico per cui sono stati documentati casi di trasmissione da uomo a uomo.  

Le ipotesi sono due: la trasmissione per contatto diretto tra persona a persona o l'esposizione ad una fonte di contagio presente sulla nave. 

In caso di conferma della prima ipotesi, ovvero, il contagio per contatto tra persone il livello di rischio salirebbe notevolmente, rendendo ancora più importante ricostruire in modo accurato gli spostamenti delle persone collegate al focolaio e tracciare tutti i loro contatti.

Si tratta però di un lavoro particolarmente difficile, poiché nel corso della crociera, diversi passeggeri sono saliti e scesi in porti differenti e alcuni avrebbero anche fatto ritorno nei rispettivi paesi d'origine autonomamente.

In casi di questo tipo, la sorveglianza epidemiologica si concentra soprattutto sulla cosiddetta attività di contact tracing: le autorità preposte cercano di identificare le persone che hanno condiviso ambienti chiusi, trasferimenti o permanenze prolungate con i soggetti collegati a vari livelli al focolaio, così da poter attivare rapidamente controlli sanitari, monitoraggi o eventuali misure di isolamento precauzionale. 

Il rischio principale in questa fase non è legato all'emergenza sulla nave in sé (che in quanto tale è un ambiente che rende agevole la circoscrizione del virus), bensì all’eventuale dispersione internazionale dei contatti attraverso gli spostamenti e le interazioni sociali.

Cos'è l'Hantavirus e come si trasmette?

Con il termine hantavirus si indica una famiglia di virus trasmessi soprattutto dai roditori, selvatici e domestici, che può causare malattie di diversa gravità che interessano principalmente l'apparato respiratorio e renale. La trasmissione avviene attraverso il contatto con urine, feci e saliva dei roditori infetti.

Il ceppo Andes, che si ipotizza possa essere quello che ha dato origine al focolaio sulla Hondius, sarebbe l'unico per cui sono documentati rari casi di trasmissione da persona a persona per contatto, mentre per gli altri ceppi l'infezione può essere trasmessa solo da roditore infetto a uomo.

I sintomi iniziali sono spesso poco specifici e possono sembrare quelli di una forte influenza: febbre improvvisa, mal di testa, dolori muscolari e talvolta brividi. Possono comparire anche nausea, vomito, diarrea e dolore addominale. Nei casi più gravi, l'infezione può causare insufficienza respiratoria e/o renale, fino a causare la morte.

Non esiste una cura né un vaccino e in caso di infezione si procede al trattamento dei sintomi.

 

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