07 May, 2026 - 15:50

Perché si sta parlando tanto delle dichiarazioni di Roberto Savi, il capo della banda dell'Uno bianca, dalla Fagnani (e perché sono un caso politico)

Perché si sta parlando tanto delle dichiarazioni di Roberto Savi, il capo della banda dell'Uno bianca, dalla Fagnani (e perché sono un caso politico)

Ai più giovani, il suo nome avrà detto poco. E invece, Roberto Savi, alla fine degli anni Novanta, è stato conosciutissimo da chi seguiva la cronaca nera e giudiziaria.

Ex poliziotto, ha fatto parte della cosiddetta banda della Uno bianca, un gruppo criminale che, tra il 1987 e il 1994, si è reso protagonista di qualcosa come 103 reati lasciando dietro di sé una lunga scia di sangue: 23 morti e 115 feriti.

Tra l'Emilia-Romagna e le Marche, la banda di Savi (o meglio: dei Savi, visto che tra i leader c'erano anche i suoi fratelli Alberto, anche lui poliziotto, e Fabio) ha letteralmente seminato il panico assaltando caselli autostradali, supermercati, banche e uffici postali.

Tra le vittime anche membri delle forze dell'ordine, come i tre carabinieri uccisi il 4 gennaio 1991 e l'esecuzione del brigadiere in pensione Pietro Capolungo.

Dopo che per anni erano state seguite piste false, i componenti della banda sono stati assicurati alla giustizia.

Roberto Savi è in carcere dal 1994 e sconta un ergastolo.

Oggi ha 71 anni ed è di nuovo al centro dell'attenzione mediatica perché l'altro giorno è stato intervistato da Francesca Fagnani per il programma di Rai 2 "Belve crime".  

Una sua dichiarazione in particolare ha destato scalpore e rischia di diventare un caso politico: finora, Savi aveva sempre negato che la sua banda fosse al servizio di qualcun altro ma, nel caso dell'assalto all'armeria di via Volturno a Bologna del 2 maggio 1991 in seguito al quale persero la vita la titolare Licia Ansaloni e il carabiniere in pensione Pietro Capolungo, ha sostenuto (non esplicitamente a parole, ma annuendo) che non fu così. 

Lui e i suoi complici avevano agito su impulso dei Servizi Segreti.

Sarà vero? Sarà una bufala? C'è chi in Parlamento si è alzato chiedendo al governo se c'è qualcosa da sapere dai "bassifondi della nostra Repubblica". 

Le dichiarazioni shock di Roberto Savi dalla Fagnani sono un caso politico?

Difficile dare credito a un criminale incallito che anche nel corso del processo ha dato versioni discordanti dei suoi crimini. Ma tant'è: le dichiarazioni che Roberto Savi ha reso a Francesca Fagnani nel carcere di Bollate sono al vaglio della Procura.

Potrebbero essere state pronunciate per ottenere dei benefici. Del resto, già nel 2006, Roberto Savi ha chiesto la grazia al Presidente della Repubblica, naturalmente invano.

Ma potrebbero anche aver squarciato un velo inquietante.

Per questo, in Parlamento, il segretario del Partito Liberaldemocratico Luigi Marattin ha invitato il governo a riferire:

virgolette
C'è qualcosa inerente i Servizi Segreti che non conosciamo? 

Le parole di Marattin in Parlamento

Ma cosa ha detto di preciso Marattin in Parlamento?

virgolette
Ieri sera gli italiani hanno visto in tv quello che sembrava un fragile vecchietto che parlava a mezza voce. Magari sono stati anche inteneriti da quell'immagine. In realtà, quel fragile vecchietto era uno dei più efferati criminali che abbiano mai operato sul suolo italiano: era Roberto Savi, il capo della banda della Uno bianca. Savi è in carcere da 32 anni, sta scontando l'ergastolo. Però, per qualche motivo, ieri, per la prima volta, ha deciso di parlare pubblicamente e ha fatto affermazioni che attengono a un argomento che conosciamo bene, cioè il grado di oscurità del nostro passato...

Come dire: Marattin ha ricordato che, dalla strage di piazza Fontana al rapimento Moro, già sono parecchie le pagine della nostra storia avvolte da misteri irrisolti: 

virgolette
Quelle di Savi sono dichiarazioni che dovranno essere vagliate dalla magistratura. E io che sono per la vera separazione dei poteri, so che la magistratura fa un lavoro, la politica un altro (...) Però credo che noi, almeno per un momento, dovremmo chiederci perché, dopo 32 anni e per la prima volta, Savi ha fatto dichiarazioni così pesanti sui nostri apparati di sicurezza

Marattin, quindi, ha formalizzato una richiesta di informativa al governo:

virgolette
Non lo faccio per i sondaggi perché i fatti affondano a decine di anni fa. Ma vorrei che il governo, nella persona del sottosegretario Mantovano o del ministro della Difesa o della presidente Meloni, venisse in Parlamento per chiarire se esiste, nei meandri della memoria degli apparati di questo Paese, qualche informazione che la politica, non la magistratura, debba conoscere in merito a quella ennesima stagione oscura

Marattin ha posto l'accento sulla gravità delle affermazioni di Roberto Savi soprattutto sull'omicidio Capolungo:

virgolette
Ha detto che l'omicidio di Pietro Capolungo, un carabiniere in pensione, fu un omicidio per commissione perché in realtà quel carabiniere faceva parte degli apparati riservati della nostra Repubblica. Per me, le affermazioni di Savi non valgono nulla: rimangono quelle di un criminale all'ergastolo. Ma questo è un Paese particolare, che in vicende del genere è già affogato. Per questo chiedo al governo se ha la voglia e la possibilità di venire in Aula per dire se c'è qualcosa nei bassifondi della Repubblica che dobbiamo conoscere
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