"Quando sono andato io... il sangue c'era". Andrea Sempio viene intercettato nella sua auto, a distanza di circa due mesi da quando è stato iscritto nel registro degli indagati. È la mattina del 12 maggio 2025 quando, in un altro soliloquio dopo quello sui filmini intimi di Chiara salvati sulla pendrive e le telefonate a casa Poggi (in cui, secondo la difesa, stava commentando un podcast), torna a parlare del delitto.
Stavolta il suo monologo è incentrato sul sangue presente sulla scena del crimine, in relazione agli elementi contro Alberto Stasi, condannato a 16 anni di reclusione per l'omicidio. Questo passaggio viene riportato nell'informativa dei carabinieri di Milano, nota conclusiva consegnata alla Procura di Pavia che ieri, 7 maggio, ha chiuso le indagini nei confronti del 38enne. L'accusa a suo carico è di omicidio volontario aggravato.
Le parole catturate dalla microspia, secondo gli inquirenti, avrebbero una certa rilevanza e dimostrerebbero l'abitudine di Sempio di parlare ad alta voce di cose importanti senza rendersene conto.
In questo dialogo tra sé e sé, Andrea Sempio fa riferimento alla scena del crimine e all'assenza di sangue sotto le suole di Alberto Stasi: un dettaglio oggetto di diverse perizie durante i processi che poi portarono alla condanna dell'imputato. Secondo gli esperti, infatti, le possibilità che Stasi non avesse calpestato macchie di sangue erano “infinitesimali".
Il 38enne continua il suo soliloquio, evidenziando che Stasi aveva evitato le macchie 'inconsapevolmente':
Gli investigatori si sono soffermati soprattutto sulla frase “quando sono andato io…”, in quanto fornisce una ricostruzione in contrasto con il racconto dello stesso Stasi, che aveva invece parlato di macchie ormai secche.
Alberto Stasi, oltre che del soliloquio in auto, è anche il protagonista di alcuni appunti trovati su una Moleskine sequestrata dai carabinieri di Milano all'indagato.
"Stasi ha chiesto riapertura". "Mamma in panico per cosa Stasi". Sono due appunti in cui Sempio sembra commentare la richiesta di revisione della sentenza di condanna da parte dei legali del fidanzato della vittima. Inoltrata a giugno 2020, non andò a buon fine.
Ma questi non sono gli unici pensieri del 38enne annotati sulle agendine, come riferisce Il Corriere della Sera. "Ne ho passate tante... decisamente... cose che altri non hanno mai vissuto né mai vivranno" scrive ancora Sempio. "Pochi amici e difficoltà ad integrarsi. Insicurezza, autolesionismo, commesso cose brutte. Paura, poca esperienza sessuale. Dolore".
In un altro passaggio dell'informativa dei carabinieri si evidenzia inoltre, che sono state trovate ricerche online che sembrano mostrare il suo interesse per temi come "il satanismo, gli omicidi, gli assassini, i predatori sessuali, la violenza sulle donne, i cadaveri e la decapitazione, l'esame autoptico e i fenomeni cadaverici".
Sempre nell'informativa dei carabinieri è stata annotata anche un'altra frase di Andrea Sempio, pronunciata il 14 aprile 2025, giorno in cui viene intercettato mentre afferma di aver visto i video intimi della vittima e raccontava delle telefonate a casa Poggi, scimmiottando una voce femminile.
"È stata bella stronza... giù il telefono" avrebbe detto riferendosi a Chiara Poggi.
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