08 May, 2026 - 19:58

Piancastagnaio, 4mila abitanti, sogna la serie B

Piancastagnaio, 4mila abitanti, sogna la serie B

Programmazione, competenze e un’identità, legata al territorio, che emerge in modo fortissimo. Sono questi gli ingredienti della ricetta che ha portato la Pianese ad essere la favola del campionato di Serie C, come la definisce Il Tirreno. I bianconeri sono approdati, per la prima volta nella loro storia, alla fase nazionale dei playoff per conquistare la Serie B, dove affronteranno in un confronto andata e ritorno il Lecco tra il 10 e il 13 maggio. Prima gara in Toscana, seconda in Lombardia. “La Pianese è una realtà piccola, ma rappresenta un territorio. Come diciamo spesso, il nostro più grande successo è vedere persone che vengono allo stadio da tutto il Monte Amiata. Quando i ragazzi scendono in campo sanno di rappresentare non solo un paese ma un’intera comunità” dice il presidente Maurizio Sani.
La Pianese è la squadra di Piancastagnaio, il paese dell’Amiata di quattromila abitanti, in provincia di Siena, ed è un esempio virtuoso di fare calcio. Un modello di management e gestione oculata delle risorse a disposizione. Il club senese ha il settimo budget più basso sui 55 delle squadre partecipanti alla Serie C. Un monte ingaggi di 1,2 milioni, che nel girone B aveva alle spalle solo Carpi, Pontedera e Bra. Per dare un’idea del contesto, spiega il quotidiano, ai playoff ci sono squadre come Catania e Salernitana che ne spendono 14 e 10, ma anche Ascoli (5,5) e Brescia (6,5). Cifre incredibilmente più grandi di quelle spese dalla Pianese. Sesta nel girone B e in grado di eliminare prima la Ternana, sapendo soffrire per 50’ in dieci uomini, e poi la Juventus Next Gen: 0-2 in Piemonte con le reti di Bertini e Colombo. La qualificazione alla fase finale: 5 sfide che determineranno le cinque partecipanti ai quarti di finale (le tre seconde sono già qualificate).

Giuseppe Sani, appassionato di calcio e imprenditore di successo, è il patron della squadra bianconera

Ma come fa un paese di quattromila abitanti a giocarsela con città come Salerno, Ascoli, Caserta e via dicendo? Gran parte del merito è del patron Maurizio Sani che nel 2009 ha rilevato il club e lo ha portato ai maggiori fasti della propria storia. La promozione in C nel 2018-19, con un’immediata e rocambolesca retrocessione ai playout. Il bis nel 2023-24, con mister Prosperi alla guida, mettendo dietro due big come Arezzo e Livorno. L’ottavo posto dello scorso anno e il sesto di questa stagione, fino a questi super playoff.
Sani è il proprietario di Stosa Cucine, brand conosciuto in tutta Italia e in tutto il mondo. Come si legge sul sito Stosa “è la bellissima storia di un uomo, della sua famiglia e di un sogno che diventa realtà". Sani gestisce l’azienda, quasi 200 milioni di fatturato e 400 dipendenti, insieme ai figli David (direttore commerciale), Mauro (direttore operativo) e Leonardo (export manager), e alla moglie Adriana. “Siamo una realtà importante ma dobbiamo restare umili rispettando il valore del lavoro", il credo aziendale di Sani. Trasferito anche alla sua Pianese. Piccola Cenerentola che sogna la serie B.

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