10 May, 2026 - 13:47

Garlasco, Andrea Sempio e il biglietto gettato nella spazzatura lontano da casa: cosa c'è scritto

Garlasco, Andrea Sempio e il biglietto gettato nella spazzatura lontano da casa: cosa c'è scritto

Un foglio a quadretti - come tanti altri trovati nella sua abitazione - contenente annotazioni in cui, secondo i carabinieri di via Moscova, Andrea Sempio ricostruirebbe la scena del delitto di Garlasco. È uno degli elementi finiti al centro dell'inchiesta della Procura di Pavia, convinta che il 38enne abbia ucciso la 26enne Chiara Poggi dopo il rifiuto di un approccio sessuale seguito alla visione di uno dei video intimi girati dalla giovane insieme all'allora fidanzato Alberto Stasi. 

Cosa c'è scritto nel biglietto recuperato nella spazzatura

Il biglietto di cui parla Il Corriere della Sera conterrebbe appunti relativi a modalità di approccio da usare con le donne, ma anche parole - a tratti poco comprensibili - che si collegherebbero, secondo i pm, a quanto avvenuto il giorno dell'omicidio di Chiara Poggi.

Il titolo è "Inizio scoperta", seguito da una sequenza di parole come: "da cucina a sala", "cane", "colpi da...", "campanello", "finestra da fuori" e, infine, "assassino". Elementi che, nel loro insieme, richiamerebbero appunto la dinamica dell'aggressione. 

A dargli rilievo sarebbe però soprattutto il contesto in cui è stato recuperato. 

Sono le 15:33 del 26 febbraio del 2025 quando, secondo la ricostruzione contenuta nell'informativa dei carabinieri, Sempio viene contattato telefonicamente per essere invitato presso il comando di Voghera per la notifica di un atto, quello relativo alla nuova inchiesta della Procura di Pavia. 

Lui non sa ancora di cosa si tratti. Tuttavia, poco dopo, mentre si trova in auto, viene intercettato in uno sfogo nervoso: 

virgolette
Porca pu**ana...ancora con questa storia...Quindi, cosa mi devo aspettare? 

Il 38enne sembra turbato, sbuffa ed esterna sorpresa e irritazione per la convocazione. Poco dopo le 17, sempre in auto, prosegue: "'Stia tranquillo...non è che la portiamo via'...CI CREDO MOLTO POCO!", come a ricostruire il colloquio coi carabinieri.

Ma anche: "Che ca**o vogliono questi...(pausa)...avviso di garanzia", "Che ca**o hanno trovato?". Nel frattempo, si ferma a gettare la spazzatura lontano da casa, prima nei pressi di Voghera, poi a Montebello. Tra i rifiuti recuperati dagli investigatori, proprio il foglietto a quadretti.

La questione del famoso scontrino presentato come alibi 

Altro elemento ritenuto d'interesse è il famoso scontrino del parcheggio di piazza Sant'Ambrogio a Vigevano che Sempio presentò ai carabinieri quando fu ascoltato nel 2008. Scontrino (senza targa, con l'orario delle 10:18) che sarebbe in realtà stato prodotto dalla madre, Daniela Ferrari. 

A dimostrarlo, alcune intercettazioni (telefoniche e ambientali) e degli scritti da cui si evincerebbe innanzitutto che la mattina del 13 agosto 2007 la donna aveva un appuntamento con l'amante, Antonio B., vigile del fuoco in servizio a Vigevano, e, in seconda battuta, che Sempio, a differenza di quanto dichiarato, era a piedi.

In una conversazione del 2025, in particolare, si sente il padre Giuseppe - indagato per corruzione dalla Procura di Brescia insieme al procuratore di Pavia Mario Venditti, titolare delle prime indagini su Sempio, nel 2017 - dire alla moglie: "Perché comunque lo scontrino lo hai fatto tu", e smontare quindi la versione del figlio. 

Il verbale del 2008 e l'indagine sull'ex colonnello Cassese

Proprio le verifiche sulla riconducibilità dello scontrino all'indagato hanno portato gli investigatori ad approfondire i verbali relativi alle audizioni di Sempio e di altri amici del fratello della vittima, Marco Poggi. Da qui l'iscrizione nel registro degli indagati dell'ex colonnello Gennaro Cassese, all'epoca alla guida dei carabinieri di Vigevano, con l'accusa di false informazioni ai pm.

Secondo le ricostruzioni, sentito più volte tra il 2025 e il 2026, Cassese avrebbe fornito risposte ritenute non sempre precise sullo svolgimento delle primissime indagini. Allora avrebbe mancato di verbalizzare l'annotazione di una sospensione dell'interrogatorio dell'attuale indagato e il fatto che, durante lo stesso interrogatorio, egli accusò un malore che richiese l'intervento del 118.

Dettagli che avrebbero potuto indirizzare l'inchiesta, finita poi per concentrarsi su Alberto Stasi, che potrebbe ora ottenere la revisione del processo che ha portato alla sua condanna. Sempio continua nel frattempo a proclamarsi innocente. I suoi difensori, gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti, hanno dichiarato che nelle opportune sedi saranno in grado, dopo aver studiato le carte, di "spiegare tutto".

LEGGI ANCHE
LASCIA UN COMMENTO

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
I campi obbligatori sono contrassegnati con *

Sto inviando il commento...