10 May, 2026 - 17:16

Garlasco, la chiavetta con i video di Chiara e Alberto “forse presa da Sempio”: cosa ha detto Marco Poggi

Garlasco, la chiavetta con i video di Chiara e Alberto “forse presa da Sempio”: cosa ha detto Marco Poggi

I video intimi tra Chiara Poggi e il fidanzato Alberto Stasi ipotetici "detonatori" del delitto, con l’infatuazione di Andrea Sempio per la vittima, la “prospettiva sessuale” proiettata su di lei, il successivo approccio respinto e infine la furia omicida “per effetto domino”.

Lo scrivono i carabinieri di Milano nell'informativa di chiusura delle indagini definendo "a tratti angosciante" il soliloquio in cui Andrea Sempio, da solo in auto, ripercorre quei giorni di agosto 2007.

Intanto emergono indiscrezioni sull'interrogatorio di Marco Poggi del 6 maggio 2026 presso la Procura di Pavia, riportate dalle maggiori testate nazionali come Repubblica, Il Corriere della Sera e La Stampa, durante il quale sarebbe emersa l'ipotesi che l'indagato possa aver "preso la penna usb" con i famosi video.

Garlasco, l'accusa: "I video intimi di Chiara e Alberto Stasi visionati da Sempio"

Secondo i militari, come si legge nell'informativa, "Andrea era perfettamente a conoscenza del fatto che Chiara fosse rimasta sola a Garlasco ed evidentemente aveva provato un approccio. Ed è certamente inquietante che fosse a conoscenza dei video intimi che Chiara ed Alberto Stasi avevano girato consapevolmente", riprendendo la loro intimità e che sicuramente "non avevano condiviso con nessuno".

Quei video si trovavano sul pc di casa Poggi e la vittima, come è stato cristallizzato, ad un certo punto scelse di proteggerli con una password, "perché è evidente che avesse il dubbio che il proprio segreto potesse essere stato violato".

Sempio, sostiene chi indaga, "non poteva essere a conoscenza di quei video a meno che, e le sue parole lo cristallizzano, non ne avesse avuto accesso proprio dal pc presente nella stanza di Chiara oppure, da come emerge dalla consulenza tecnica informatica, dalla pendrive di 2gb". 

Quindi l'indagato, secondo l'accusa, potrebbe averli visionati in presenza di Marco Poggi oppure di nascosto da lui. Del resto le dichiarazioni del fratello della vittima, si legge ancora, "appaiono incongruenti sul come fosse venuto a conoscenza di quei video, o se ne avesse avuto accesso". 

I militari sottolineano, inoltre, che i due amici avevano "una capacità informatica ampiamente idonea", per cui "è assolutamente improbabile che i due utilizzassero il pc di Chiara esclusivamente per giocare".

Le intercettazioni in cui Sempio parla dei video

La ricostruzione di un movente di questo tipo "porta inevitabilmente in sé una quota di suggestione, ma al tempo stesso è fortemente sorretta da una serie di dati oggettivi di cui la conversazione intercettata il 14 aprile 2025 (il soliloquio su video, ndr) rappresenta l'apice, e di elementi soggettivi che riguardano il suo rapporto con la sessualità" scrivono i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano.

Ma non c'è solo questa intercettazione di aprile 2025 (secondo la difesa semplicemente "commenti" a un podcast che il 38enne stava ascoltando in auto) a sostenere l'accusa. 

Il 7 giugno 2025, alle ore 9:12, Sempio è in auto: viene registrato mentre fa riferimento nuovamente ai filmini intimi. 

virgolette
La storia del video è stata... è stata... il video lo devo aspettare da un momento all’altro. Ok, cioè, Chiara... lei nel video sembrava proprio... si è spostata...

"La vicenda video quindi - che emerge per la prima volta nell'attuale attività investigativa proprio dalle parole di Sempio - è di centrale importanza tanto che è lo stesso indagato a temere che prima o poi se lo dovrà aspettare", precisano gli investigatori.

Marco Poggi: "Sempio potrebbe aver rubato il video"

Se durante la SIT del 20 maggio 2025 Marco Poggi difende strenuamente l'amico ("Per me Andrea Sempio non c'entra niente, ve lo dico, ve lo confermo. Per cui io capisco che adesso siete qui a farmi vedere questo per provare forse a farmi dire cose" erano state le sue parole), nell'interrogatorio del 6 maggio qualcosa sembra cambiare.

Davanti ai pm pavesi, che gli fanno ascoltare le intercettazioni di Sempio sui video, Marco Poggi avrebbe commentato con incredulità.

"Non mi so dare una spiegazione. Se la devo dare, l'unica plausibile, seppure assurda, visto che nell'intercettazione si parla di una chiavetta con video intimi, è che Sempio ha preso una penna usb che c'era in camera di Chiara e se l'è portata a casa" avrebbe risposto. "Mi sembra folle perché non penso che un mio amico viene a casa e mi ruba qualcosa. Poi, Chiara se ne sarebbe accorta".

Che il fratello della vittima sapesse dell'esistenza di quei video è accertato: come da lui dichiarato, aveva intravisto sul pc una chat tra la sorella e il fidanzato mentre ne parlavano. Ma avrebbe ribadito di non averlo visto, né di averne parlato con gli amici. 

"Mi sembra anche strano che Chiara non avesse detto a me o a qualcuno che un mio amico le stava rompendo le scatole. Mi avrebbe potuto dire 'ma tu, deficiente, hai dato qualcosa al tuo amico?' Perché non l'avrebbe fatto? Capisco la riservatezza, ma se vedi un problema, la riservatezza viene un po' meno".

Anche Stefania Cappa, cugina della vittima, nella sua audizione del 5 maggio 2026 ha raccontato un dettaglio in merito a questi filmini di Chiara e Alberto. 

"Sì, me ne aveva parlato" avrebbe raccontato riferendosi a Chiara. "In maniera molto serena e semplice". Non ricorda che lei si fosse lamentata del fatto che fossero stati visti da altri, però ha aggiunto un aneddoto risalente a qualche giorno prima del delitto.

Erano insieme nel giardino di casa Poggi e improvvisamente suonò un allarme. "Vidi Chiara uscire di corsa in strada, abbigliata com’era, con l’abbigliamento da casa: ciabatte e pigiamino bianco. Mi sembrava molto spaventata. Voleva verificare che non ci fossero ladri in giro" ha raccontato.

Il pool difensivo di Sempio al lavoro

Angela Taccia e Liborio Cataliotti, difensori di Andrea Sempio, stanno studiando l'intero fascicolo riguardante il proprio assistito. Secondo il codice di procedura penale, hanno 20 giorni per chiedere l'interrogatorio dell'indagato.

Una possibilità su cui non si sono ancora pronunciati. Sembra invece certo, ha spiegato l'avvocata Taccia, che verrà depositata "una memoria e delle consulenze per ribattere agli indizi contro Sempio".

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