L'ossessione di Hollywood continua. Sequel e spin-off sì, ma anche e soprattutto reboot di saghe viste e riviste che abbiamo consumato in dvd e streaming da vent'anni a questa parte.
Il primo della lista, lo sappiamo tutti, è "Harry Potter", che tornerà a Natale 2026 in versione serie tv per HBO Max e, a detta del team, fedelissimo ai libri.
Poi si riapre l'armadio de "Le cronache di Narnia" con il promesso riadattamento diretto da Greta Gerwig per Netflix: in questo caso un film. Quale dei due progetti sarà più appetibile e più eccitante? Analizziamo più da vicino.
Un grande ritorno in formato serie permetterà alla nuova versione sullo schermo di "Harry Potter" di darci un prodotto più fedele ai libri. Questa è la promessa di HBO e questo è anche ciò che si evince dal primo trailer rilasciato, già ampliamente analizzato da critici e fan.
Lo mettiamo qui di seguito:
Portarci una stagione per ogni libro e con episodi lunghi, non può che dare spazio a personaggi e sottotrame che erano state sacrificate al cinema e per questo l'esperienza dei fan promette bene.
Altro elemento da non sottovalutare è la consapevolezza. Nel 2026 i libri sono terminati, la ricezione dell'opera originale l'abbiamo vista, chi lavora alla serie sa bene quali corde toccare per avere successo e quali toni portare sullo schermo, grazie soprattutto all'avvento dei social e a un più rapido controllo di quello che viene chiamato "fanservice".
Se guardiamo al lato produttivo, poi, Warner Bros. Discovery la presenta come l'evento streaming del decennio, ha puntato su budget alti, registi di prestigio e un look che richiama alla magia riportata tra le pagine dei romanzi. Tutto sembra già curato a puntino. E il vantaggio, considerando la fanbase colossale è evidente.
Il rovescio della medaglia, però, è che la serie si gioca la partita più rischiosa perché dovrà sia rispettare tutta questa lunga serie di aspettative, sia convincere, almeno il più possibile, i puristi affezionati a libri e film, e senza nemmeno poter contare troppo su un effetto sorpresa perché, se ci saranno elementi nuovi saranno giudicate scelte critiche o azzardate, se sarà tutto uguale, risulterà poco originale e pedissequo.
Il nuovo "Harry Potter", quindi, è un cane che si morde la coda?
Dall'altra parte c'è "Narnia" firmato da una regista che negli ultimi anni si è fatta vedere e sentire reinventando storie e personaggi già molto famosi. Greta Gerwig riapre la saga de "Le cronache di Narnia" con un film che adatterà "Il nipote del mago", quindi si parte proprio dall'inizio: un prequel che comincia con le origini di questo mondo fantasy e che mai prima d'ora era stato visto sul grande schermo.
L'uscita, non ancora fissata precisamente, dovrebbe essere alla fine del 2026 per un breve periodo al cinema e subito dopo in streaming.
La situazione è quindi ben diversa. Gerwig e Netflix, trattando anche una storia mai mostrata prima al cinema, hanno più margine di manovra. Può portare un suo tono, ritmo, struttura, senza grossi pesi di confronto ad ogni frame per via di un adattamento precedentemente venerato dal pubblico.
Non possiamo sapere esattamente come sarà, se sarà fedele ai libri, quali temi verranno scelti tra quelli religiosi e simbolici dell'opera originale. Il margine di incertezza e di sorpresa rende, per forza di cose, il reboot di "Narnia" un progetto affascinante e promettente.
Il lato negativo è che tutto ciò potrebbe essere, dal punto di vista creativo, troppo vicino alle visioni di Gerwig e poco fedele all'opera di partenza e, dal momento che il pubblico è diventato ipercritico, potremmo assistere a un effetto boomerang.
Inoltre, la fanbase di Narnia attualmente non è attiva e accanita come quella di "Harry Potter" e una serie tv mantiene, con la sua lunga durata, sicuramente molto più viva e stabile l'attenzione nel corso del tempo.
Con "Narnia" il gioco è più eccitante soprattutto dal punto di vista creativo per l'effetto sorpresa, dal momento che la nuova voce di Gerwig ci spinge a pensare a un fantasy meno standardizzato, più personale e magari anche divisivo. Quindi potrebbe essere più interessante poiché ci si aspetta che se ne discuterà grazie alle nuove idee della regista.
E alla fine più interessante o eccitante non significa che avrà più successo, anzi. Per "Narnia" le aspettative sono sicuramente più basse, ma proprio per questo non possono nemmeno essere troppo deluse. Sarà qualcosa di imprevedibile.
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