Quarantena fiduciaria di sei settimane per i soggetti ad alto rischio, controlli rafforzati su aerei e navi e priorità nei test ai soggetti che presentano sintomi.
La circolare del Ministero della Salute con le misure di prevenzione per il rischio Hantavirus Andes in Italia è arrivata nella serata di ieri, lunedì 11 maggio 2026.
Venti fogli con le direttive per Regioni, strutture ospedaliere e operatori sanitari finalizzate ad arginare il pericolo di diffusione del virus nel nostro Paese, dopo il focolaio scoppiato sulla nave da crociera olandese Mv Hondius.
La circolare è stata firmata dal capo del Dipartimento della Prevenzione, Maria Rosaria Campitiello e dal direttore della Prevenzione, Sergio Iavicoli.
Quasi in contemporanea, ieri sera, il ministro della Salute, Orazio Schillaci - ai microfoni del Tg1 - ha rassicurato che attualmente non esiste alcun pericolo Hantavirus in Italia.
Schillaci ha anche rassicurato sulle condizioni delle quattro persone in isolamento dopo aver condiviso per pochi minuti il volo della Klm con la turista della nave da crociera, poi deceduta a Johannesburg.
"Oggi non c'è alcun pericolo in Italia" per l'Hantavirus. "E' un virus diverso" rispetto al Covid, "con bassa contagiosità. Siamo tranquilli".
Intanto questa mattina sono arrivati i risultati dei test diagnostici a cui è stata sottoposta la persona in isolamento in Veneto, che hanno dato esito negativo.
A confermarlo questa mattina Maria Rosaria Campitello.
“Questo non significa che non si potrebbe un domani positivizzare, ma ci lascia ben sperare".
Ha detto la responsabile del dipartimento di prevenzione del ministero della Salute.
La circolare sull'Hantavirus tipo Andes (l'unico ceppo della famiglia che può trasmettersi da persona a persona), diramata ieri sera dal Ministero della Salute, contiene una serie di misure da adottare per limitare i rischi di diffusione del virus nel nostro Paese.
Nel documento viene riservato ampio spazio alle indicazioni per la gestione dei casi sospetti, che sono distinti tra soggetti ad alto o basso rischio.
I soggetti considerati ad alto rischio sono i passeggeri della nave Mv Hondius (quella su cui è scoppiata l'infezione) e tutti coloro che hanno avuto contatti stretti con casi probabili o confermati di infezione: le persone che condividono stanza o bagno con un caso sospetto, chi ha avuto contatti fisici diretti e chi è rimasto per oltre 15 minuti in ambienti chiusi con una persona infetta.
Per loro la circolare prevede una quarantena fiduciaria di 42 giorni che consiste in: isolamento in una stanza separata, mantenimento della distanza di almeno 2 metri dalle altre persone, utilizzo di stoviglie dedicate e corretta ventilazione.
Si può uscire solo in caso di necessità, legate alla salute mentale, indossando una mascherina medica/chirurgica resistente ai liquidi ed evitando gli assembramenti;. E' vietato viaggiare in aereo o sui mezzi pubblici.
I soggetti a basso rischio, invece, sono coloro che hanno avuto contatti brevi o occasionali con persone potenzialmente contagiate. Per loro è previsto un periodo di monitoraggio di 42 giorni.
Alle Regioni si raccomanda di individuare i laboratori di riferimento per l'esecuzione di eventuali test diagnostici e l'attivazione tempestiva della quarantena fiduciaria e della sorveglianza attiva per i casi sospetti e quelli confermati.
La priorità è l'individuazione precoce di eventuali casi sospetti e l'adozione immediata di misure di contenimento dei casi.
Nella circolare, infine, si prevede anche un rafforzamento delle attività degli uffici di frontiera con maggiori controlli su navi e aerei, invitando le compagnie ad aumentare l'attenzione verso eventuali problemi sanitari a bordo di aerei e navi che potrebbero essere collegati all’Hantavirus.
Le compagnie aeree devono comunicare tempestivamente ogni sospetto caso di malattia infettiva alle autorità sanitarie aeroportuali e portuali e raccogliere i dati dei passeggeri per facilitare il tracciamento dei contatti.
L'hantavirus tipo Andes ha un periodo di incubazione che può variare da una a sei settimane e i sintomi iniziali possono essere scambiati per quelli di una banale influenza.
Occorre quindi fare attenzione all'eventuale insorgenza di febbre, dolori muscolari, mal di testa, affaticamento e problemi respiratori. In presenza di sintomi sospetti la circolare impone l'isolamento immediato e la segnalazione alle autorità sanitarie per l'avvio dell'iter medico previsto.
Il ministero sottolinea infine che la priorità nell’esecuzione dei test debba essere riservata ai soggetti sintomatici, soprattutto in presenza di un quadro clinico compatibile con la sindrome cardiopolmonare da Hantavirus Andes, così da garantire una gestione tempestiva dei casi e l’attivazione delle necessarie misure di prevenzione sanitaria.
L'OMS ha evidenziato che il patogeno responsabile dell'epidemia a bordo della nave da crociera MV Hondius, è più contagioso non appena compaiono i sintomi, chiarendo la necessità di mettere in quarantena i contatti.
In un passaggio della circolare del Ministero della Salute si sottolinea che "il rischio di diffusione del virus Andes in Italia è da considerarsi molto basso, pur raccomandando attenzione nella gestione di eventuali casi importati e dei loro contatti stretti".
L'Hantavirus delle Ande non è presente nel nostro Paese perché il principale serbatoio naturale, il roditore Oligoryzomys Longicaudatus, vive esclusivamente in Sud America.
In Italia sono stati individuati roditori portatori di altri ceppi di Hantavirus, come Puumala e Dobrava, ma i casi umani risultano rari e generalmente collegati a viaggi o esposizioni all’estero.
La trasmissione interumana sembra avvenire principalmente tramite contatto stretto e prolungato con una persona infetta, esposizione a secrezioni respiratorie (saliva, goccioline respiratorie), convivenza, assistenza ravvicinata o rapporti intimi nelle fasi iniziali della malattia
Non è considerato un virus altamente contagioso, come era stato ad esempio il Covid-19, e prima dell'esplosione del focolaio sulla nave da crociera Hondius, i casi documentati di trasmissione persona-persona erano stati relativamente rari.
Il periodo a maggior rischio sembra essere nei giorni immediatamente precedenti e successivi all’inizio dei sintomi.
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