12 May, 2026 - 14:30

L'annuncio di Travaglio sui contributi pubblici: li prenderà anche il Fatto Quotidiano?

L'annuncio di Travaglio sui contributi pubblici: li prenderà anche il Fatto Quotidiano?

Nei giorni scorsi, all'indomani della diffida di Giuseppe Cipriani di non pubblicare più notizie sulla compagna Nicole Minetti pena una richiesta di risarcimento da 250 milioni di dollari, il primo direttore del Fatto Quotidiano, Antonio Padellaro, ha parlato di "sogno" condiviso da tanti di "far tacere" il giornale su cui ancora scrive.

Oggi, però, l'attuale numero uno del quotidiano più amato dal mondo grillino, Marco Travaglio, ha raddoppiato la scommessa: nel suo editoriale, ha annunciato che, come sempre, il Fatto continuerà a rinunciare ai contributi pubblici per l'editoria

virgolette
Il nostro finanziamento pubblico siete voi

ha scritto rivolgendosi alla comunità dei lettori.

Il Fatto Quotidiano prenderà i contributi pubblici? La risposta di Travaglio

Fin dalla sua fondazione, nel 2009, il Fatto Quotidiano ha rinunciato ai contributi per l'editoria per una questione di principio.

Quello diretto da Travaglio vuole essere un giornale libero, senza alcun tipo di condizionamento. E per esserlo crede che non debba nemmeno prendere i soldi dello Stato: puzzano di "politica", a suo dire.

Così, sotto la testata, fieramente, tutti i giorni, compare questa scritta:

virgolette
Abbiamo rinunciato al finanziamento pubblico per la stampa

Sennonché, qualche mese fa, le cose sembravano essere sul punto di cambiare. Il Fatto risultava in grave perdita e vedeva il proprio futuro a rischio. Per la prima volta nella sua storia, quindi, aveva pensato di accedere ai contributi pubblici.

Oggi, però, è arrivato l'annuncio di Travaglio: niente di tutto questo si verificherà.

virgolette
Cari lettori e abbonati, la bella notizia è che anche quest'anno il Fatto rinuncia al finanziamento pubblico alla stampa. Una rinuncia che non è mai stata così difficile...

La legge che, come ha scritto Travaglio, "regala ai giornali 10 centesimi per ogni copia stampata" avrebbe fatto comodo. In soldoni, significava 752 mila euro in più nelle tasche del giornale.

Ma, almeno per ora, il numero uno del Fatto ha detto di poterne fare a meno.

Di conseguenza, i giornali che diedero per spacciato il quotidiano di Travaglio sono stati smentiti:

virgolette
Li abbiamo lasciati ragliare e starnazzare, mettendoci subito al lavoro per fare a meno di quei soldi: tagliando i costi senza toccare il personale, riducendo la foliazione senza penalizzare i contenuti, migliorando il giornale per renderlo ancor più indispensabile, promuovendo campagne per allargare la nostra comunità di lettori e abbonati. Almeno per ora, ce l'abbiamo fatta...

Travaglio ha annunciato che la società editrice del suo giornale ha già comunicato alla presidenza del Consiglio che rinuncia ai 752 mila euro che le spettavano.

Le polemiche anche sulla possibile super querela per il caso Minetti

Sennonché, in questo periodo, si fa un gran parlare del bilancio del Fatto Quotidiano.

Carlo Calenda, ad esempio, più volte ha chiesto la massima trasparenza su chi lo finanzia.

Ma tant'è: Travaglio è tornato a rivendicare che se il giornale vive è solo perché riesce a stare sul mercato:

virgolette
Non dobbiamo niente a nessuno

ha ripetuto il direttore. E nemmeno la minaccia della super querela da 250 milioni di dollari da parte di Giuseppe Cruciani gli ha fatto cambiare idea. 

Del resto, citando proprio il caso derivante dall'inchiesta condotta dal Fatto sulla grazia a Minetti, anche Padellaro si è trovato della stessa opinione ed è andato a parare sul problema delle querele temerarie:

virgolette
Seppure la causa di Cipriani fosse archiviata per evidente insussistenza delle accuse, ci costerebbe ugualmente un botto di soldi in trasferte e spese legali

ha scritto Padellaro a proposito della diffida del compagno della Minetti. Mettendo poi il dito nella piaga così:

virgolette
La sproporzione tra chi ti trascina in tribunale e non corre alcun rischio e chi è costretto a difendersi impegnando tempo e denaro, avrebbe dovuto già da tempo essere risolta con apposita legge che in un Paese civile dovrebbe essere appoggiata da tutte le forze politiche. E invece, nulla. Perché al potere inteso nel senso più vasto conviene agitare il nodoso bastone del risarcimento danni milionario. Che, nella crisi in cui versa la carta stampata, può equivalere a una sentenza di morte

Ma tant'è: continuando a scrivere della Minetti e continuando a rinunciare ai fondi pubblici, il Fatto, a tal proposito, raddoppia la sua scommessa.

 

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