12 May, 2026 - 21:30

Da dove ripartirà la Ternana dopo il fallimento? Il futuro tra Eccellenza e Serie D

Da dove ripartirà la Ternana dopo il fallimento? Il futuro tra Eccellenza e Serie D

La Ternana non è riuscita a evitare il fallimento. Dopo settimane complicate tra problemi economici, debiti e continui tentativi di trovare nuovi investitori, la procedura per la cessione del ramo sportivo si è chiusa senza offerte. 

Una situazione che ha messo fine all’esperienza del club rossoverde tra i professionisti dopo oltre trent’anni. A pesare sono stati soprattutto i costi dell’operazione e le difficoltà legate alla gestione della prossima stagione, resa ancora più complicata dal rischio penalizzazione. Il club umbro, perciò, sarà costretto a ricostruire dal basso.

Serie C: ecco da dove riparte la Ternana

La Ternana dovrà ripartire dai dilettanti. Per i rossoverdi si tratta del terzo fallimento della propria storia, arrivato proprio nell’anno del centenario. Nelle ultime ore aveva preso quota il tentativo di salvataggio da parte di una cordata di imprenditori interessata a rilevare la società. Alla fine, però, l’operazione non è andata a buon fine e il club non è riuscito a mantenere la categoria.

Restano due possibili scenari per il futuro della Ternana. Il primo porta all’Eccellenza, seguendo le norme federali previste per le società fallite. Il secondo, invece, riguarda una possibile ripartenza dalla Serie D, ipotesi percorribile solo nel caso in cui venga acquisito il titolo sportivo di un’altra società. Le prossime settimane saranno decisive per capire quale strada verrà scelta e se nascerà un nuovo progetto per riportare il club dove merita.

Da chi verrà sostituita?

L’esclusione della Ternana porterà a una riammissione in Serie C: il suo posto verrà assegnato dalla FIGC seguendo le procedure previste dal regolamento. Al momento non è ancora chiaro quale società sostituirà i rossoverdi e la decisione arriverà dopo le verifiche sulle iscrizioni e sulla documentazione economica delle possibili riammesse. In ogni caso, la Serie C perderà una piazza storica, presente da tanti anni nel calcio professionistico italiano e seguita da migliaia di tifosi.

Assenza di offerte

Nonostante i costanti contatti, nessun gruppo ha depositato una proposta per rilevare il ramo sportivo della società. Tra i soggetti interessati c’era la cordata composta dagli imprenditori Fabio Splendori e Massimo Sarandrea insieme a un terzo investitore romano. 

Proprio quest’ultimo, però, non avrebbe più dato disponibilità facendo saltare l’operazione. Decisivi i costi elevati legati ai debiti accumulati e alle spese necessarie in vista della prossima stagione. Una situazione ritenuta eccessiva che ha portato alla rinuncia definitiva e al fallimento del club rossoverde.

Come si è arrivati al fallimento

La crisi del club è iniziata a settembre con il passaggio di proprietà dai fratelli D’Alessandro alla famiglia Rizzo, con la 23enne Claudia Rizzo nel ruolo di presidente. Pochi mesi dopo sono arrivati anche i problemi sportivi e finanziari. Il 13 dicembre il Tribunale Federale Nazionale ha tolto cinque punti in classifica per violazioni amministrative e ha squalificato per quattro mesi Stefano D’Alessandro, allora amministratore unico del club.

La situazione economica è peggiorata fino al 13 aprile 2026, quando l’assemblea dei soci ha deciso la liquidazione volontaria della società davanti a un passivo di 22 milioni di euro. Nonostante tutto, la squadra ha chiuso il campionato al nono posto ed è andata ai playoff, venendo eliminata subito dalla Pianese. Poi è arrivato il fallimento definitivo, con l’addio al calcio professionistico.

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