26 Jun, 2026 - 12:56

Chi era Giovanni Amenta, morto in un incendio a Lomazzo: fermato per omicidio un vicino di casa

Chi era Giovanni Amenta, morto in un incendio a Lomazzo: fermato per omicidio un vicino di casa

Si chiamava Giovanni Amenta e aveva 73 anni l'anziano che nella notte tra il 24 e il 25 giugno è morto nel rogo scoppiato all'interno del suo appartamento di via Somaini, a Lomazzo, in provincia di Como. Inutile l'intervento dei soccorritori, che dopo aver domato le fiamme hanno fatto la scoperta che ha cambiato il corso delle indagini: all'ingresso c'erano tracce di liquido infiammabile; quello usato, probabilmente, per appiccare l'incendio. Nella giornata di oggi, 26 giugno 2026, è scattato il fermo di un vicino di casa con le ipotesi di reato di omicidio volontario e incendio doloso.

L'incendio nella notte in via Somaini a Lomazzo

I fatti risalgono alla notte tra il 24 e il 25 giugno. Secondo le prime ricostruzioni, il rogo si sarebbe sviluppato all'interno della palazzina dell'Aler di via Somaini intorno alle 3, interessando principalmente l'appartamento del piano terra, dove viveva Giovanni Amenta.

L'allarme è stato dato da alcuni residenti dello stabile, che hanno visto le fiamme e hanno chiamato i soccorsi. Sul posto sono intervenuti in breve tempo i vigili del fuoco, i sanitari del 118 e i carabinieri. L'intero edificio è stato evacuato e i presenti messi in sicurezza.

Le operazioni di spegnimento hanno richiesto diverso tempo di lavoro. Intanto, alcuni dei condomini sono stati trasportati in ospedale per accertamenti legati all'inalazione di fumo. Tra loro non si sarebbero registrati feriti. 

Chi era la vittima Giovanni Amenta e i soccorsi

Giovanni Amenta - pensionato napoletano di 73 anni con problemi di salute e deambulazione, nonché unico inquilino dell'appartamento interessato dal rogo - è stato trovato già privo di sensi dai soccorritori, quindi portato all'esterno. Dalle prime informazioni, sarebbe morto a causa delle esalazioni, ma avrebbe riportato anche ustioni. 

Al momento dei fatti con lui c'era il suo cagnolino, scampato al peggio ma ancora ricoverato in una clinica veterinaria in gravi condizioni. 

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La vittima aveva un sostegno socio sanitario per le sue difficoltà, ma era un uomo autonomo e in grado di vivere da solo,

aveva spiegato nell'immediatezza la sindaca di Lomazzo, Paola Molteni, che si era detta a "disposizione per eventuali necessità dei condomini" e aveva assicurato, dopo le verifiche del caso, che "l'edificio non [aveva] subito danni strutturali". 

Le indagini fino al fermo di un vicino di casa 

Vigili del fuoco e carabinieri avevano ipotizzato subito un'origine dolosa. Sullo zerbino davanti alla porta erano infatti state trovate tracce di liquido infiammabile. Gli accertamenti si sono concentrati soprattutto sui contatti dell'anziano. Fondamentali, alla fine, i filmati di alcune videocamere di sorveglianza, che avrebbero ripreso un uomo mentre riempiva una tanica di benzina in un distributore poco distante.

Si tratta di un 43enne italiano, vicino di casa della vittima, arrestato oggi con le accuse di omicidio volontario e incendio doloso e trasferito nel carcere del Bassone. Fonti locali riportano che negli ultimi tempi avrebbe avuto una serie di screzi con Amenta. Secondo Il Corriere Milano, il 73enne lo aveva anche denunciato, sospettando che gli avesse rubato denaro. In quest'ottica, una possibile vendetta. 

Su cui però gli inquirenti devono ancora fare pienamente luce. L'uomo non avrebbe ammesso le sue responsabilità, restando in silenzio davanti ai militari che hanno eseguito il fermo. Le indagini, coordinate dalla pm Giulia Ometto e affidate ai carabinieri dell'Aliquota operativa della compagnia di Cantù e della stazione di Lomazzo, proseguono. 

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