26 May, 2026 - 12:15

Magnifica Humanitas, la prima enciclica di Papa Leone XIV, è contro l'Intelligenza artificiale (e la guerra)?

Magnifica Humanitas, la prima enciclica di Papa Leone XIV, è contro l'Intelligenza artificiale (e la guerra)?

Ieri è stata presentata al mondo la prima enciclica di Papa Leone XIV: Magnifica Humanitas.

La data ufficiale della sua pubblicazione, però, è quella del 15 maggio scorso: una data scelta non a caso e che già dice molto sul suo contenuto.

Infatti, richiama lo stesso giorno in cui il predecessore di Prevost da cui ha voluto riprendere il nome, Leone XIII, nel 1891, pubblicò la sua Rerum Novarum, l'enciclica che, affrontando i temi della rivoluzione industriale, ha di fatto impostato tutta la dottrina sociale della chiesa.

E allora, andando subito al sodo: Magnifica Humanitas è un atto d'accusa contro l'Intelligenza artificiale, la tecnologia che impatta di più sul mondo del lavoro nel ventunesimo secolo? Ed è un documento contro la guerra?

La risposta a queste due domande sembra scontata. Ma, a ben vedere, non si possono liquidare affatto con due semplici sì. Le cose, come diceva quello, "sono un po' più complesse".

L'enciclica di Papa Leone è contro l'Intelligenza artificiale e la guerra?

È molto più difficile di quanto possa sembrare rispondere alla domanda se la prima enciclica di Papa Leone sia un atto contro l'Intelligenza artificiale e la guerra.

Tanto per iniziare, si può dire che sono due temi che si intrecciano, ma che sono comunque da tenere separati.

Nel documento papale, né per l'uno né per l'altro ci sono parole che valgono sempre e comunque.

Per l'Intelligenza artificiale, ad esempio, ciò che ha scritto Prevost non è né un trattato di economia né una scomunica, piuttosto un monito.

Anche perché, come ha osservato il professor Carlo Alberto Carnevale Maffé sul Foglio, Magnifica Humanitas tratta un tema sul quale, in fondo, si sa ancora poco:

virgolette
L'enciclica di Papa Leone ha l'ambizione di trarre conclusioni su un fenomeno che non ha una storia, di cui ignoriamo la curva di diffusione, l'impatto occupazionale netto, la reale struttura competitiva. È la prima volta che la dottrina sociale della Chiesa precede il proprio oggetto invece di inseguirlo

Prevost è un matematico e nel suo documento ha tenuto a sottolineare che "l'umanesimo cristiano non rifiuta scienza e tecnica".

Tuttavia, "c'è un progresso che serve i popoli e uno che li piega a logiche di potere".

La preoccupazione del Papa è evitare che l'uomo diventi paradossalmente schiavo della tecnologia che ha fatto nascere.

E la prima frase dell'enciclica, a tal proposito, è molto significativa:

virgolette
La magnifica umanità creata da Dio si trova oggi di fronte a una scelta decisiva: innalzare una nuova torre di Babele o edificare la città dove Dio e l'umanità abitano insieme

Il monito, allora, è questo:

virgolette
Nel tempo dell'Intelligenza artificiale, in cui la dignità umana rischia di essere oscurata da nuove forme di disumanizzazione, abbiamo il dovere urgente di restare profondamente umani

Sta di fatto che chi legge il documento in maniera più critica invita anche ad attendere i reali effetti dell'IA.

Tanto più che, ad un certo punto, Prevost evoca un monopolio cognitivo ed economico che manipola la nuova tecnologia. Ma è davvero questo lo scenario che abbiamo di fronte?

Secondo Maffé, no. 

virgolette
Monopolio è termine improprio. Il mercato dei modelli di frontiera è semmai un oligopolio, e per giunta un oligopolio conteso, instabile, a barriere d'ingresso e d'uscita sorprendentemente basse...

Una startup, è l'osservazione del professore della Bocconi, oggi può scalare la vetta di questo settore in maniera sorprendente nel giro di pochi mesi.

In più:

virgolette
Davvero è corretto definire monopolisti aziende come OpenAI e Anthropic che hanno conti economici tuttora in profondo rosso e che non pochi analisti considerano il risultato di una bolla finanziaria? Nessuno ha ancora definito quale sia il mercato rilevante sulla catena del valore, nessuno ha prodotto un indice di concentrazione, nessuna autorità ha accertato un abuso di posizione dominante nel senso che il diritto della concorrenza dà a quelle parole...

Nella Magnifica Humanitas, quindi, non c'è altro che un campanello d'allarme, un avvertimento. Ma nulla che possa essere preso come una bocciatura delle nuove tecnologie. Anche perché la stessa preoccupazione secondo cui le macchine rimpiazzeranno gli uomini al lavoro, ha fatto presente sempre Maffè, storicamente è stata sempre smentita:

virgolette
Ogni rivoluzione tecnologica ha distrutto mestieri e creato lavori in proporzioni che nessuno mai è riuscito a prevedere prima che accadessero

Come dire: la prima enciclica di Papa Leone non può essere intesa come una risposta definitiva a un fenomeno complesso come quello dell'Intelligenza artificiale di cui vediamo solo l'inizio, ma come un invito a ragiornarci su.

L'enciclica di Papa Leone sulla guerra

E sulla guerra? Cosa dice la prima enciclica di Papa Leone, il papa che, appena eletto, sulla Loggia delle Benedizioni, con il mondo infiammato dai conflitti, esordì con:

virgolette
La pace sia con tutti voi

Don Roberto Colombo ha ricordato che "la prima enciclica che un Papa firma rivela non solo i temi che ritiene più urgenti da affrontare, ma anzitutto la prospettiva, il metodo e lo stile con i quali intende entrare nel merito di ogni questione, abbracciando tutto con uno sguardo teologico, lo sguardo di Dio".

E Dio, attraverso Prevost e la sua prima enciclica, ribadisce che non ci possono essere "guerre giuste" combattute nel suo nome:

virgolette
Oggi è più che mai importante ribadire il superamento della teoria della guerra giusta, troppo spesso evocata a giustificare qualsiasi guerra

ha scritto Prevost. Un agostiniano, il primo papa agostiniano, che, quindi, cancella Sant'Agostino?

Come ha ricordato il vaticanista del Corriere della Sera Gian Guido Vecchi, "sono passati 1600 anni da quando nel De Civitate Dei Agostino formulò la teoria della "guerra giusta". Mentre scriveva, il maggior filosofo e teologo cristiano aveva ben presente il sacco di Roma, compiuto dai Visigoti di Alarico nell'agosto del 410. La dottrina, però, ha percorso i secoli fino alla catastrofe del Secolo breve..."

Vale a dire il Novecento, con le sue due guerre mondiali e l'arrivo delle armi atomiche di distruzione di massa.

Le parole di Prevost, quindi, in questo senso, vanno prese come un assoluto rifiuto della guerra. Per Vecchi, hanno un valore storico.

Tuttavia, anche qui, le cose sono più complicate di quello che sembrano. Nell'enciclica, infatti, la condanna della "guerra giusta" si accompagna a questa frase:

virgolette
Fermo restando il diritto alla legittima difesa intesa nel senso più stretto

Parole che rimandano immediatamente all'Ucraina, il Paese invaso dalla Russia e che combatte da quattro anni per la sua libertà e indipendenza. E che segnano ancora una volta la differenza che c'è tra Papa Prevost e Papa Bergoglio, il gesuita che a un certo punto aveva parlato, riferendosi a Kiev, (anche) di "coraggio della bandiera bianca".

 

LEGGI ANCHE
LASCIA UN COMMENTO

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
I campi obbligatori sono contrassegnati con *

Sto inviando il commento...