28 May, 2026 - 15:15

Milano Certosa, il giallo del branco che ha ucciso il 22enne in stazione: dietro c'è una gang latina?

Milano Certosa, il giallo del branco che ha ucciso il 22enne in stazione: dietro c'è una gang latina?

Potrebbe esserci una delle gang latine che da anni gravitano tra Milano e l'hinterland dietro l'omicidio di Gianluca Ibarra Silvera, il 22enne accoltellato nella notte tra martedì 26 e mercoledì 27 maggio alla stazione di Milano Certosa. Un'intuizione arrivata dagli stessi familiari della vittima, che hanno assistito inermi all'aggressione del branco, trasformatasi in pista per gli investigatori, concentrati al momento sulle analisi delle telecamere di videosorveglianza.

La pista di una gang latina dietro l'omicidio di Milano

Le immagini di quella notte serviranno a ricostruire gli ultimi istanti di vita del giovane e a identificare le persone - di origini sudamericane, come la vittima - che avrebbero preso parte all'assalto. Stando a quanto emerso finora, Gianluca, il fratello ventenne, Gianfranco, e un amico 32enne si sarebbero imbattuti una prima volta nel gruppo quando ancora erano insieme al padre dei due ragazzi, che vive in zona, e alla compagna Erika.

virgolette
I miei figli sono venuti a cena da me [...] poi siamo usciti a bere una birra qui sotto. Mentre tornavamo, abbiamo incrociato dieci-quindici sudamericani,

ha raccontato l'uomo a Il Giorno, specificando che uno di loro "aveva la bandana e il passamontagna, le braccia completamente tatuate" e avrebbe detto: "'Siamo i Latin Kings, sono il re della zona'". Un riferimento esplicito a una gang presente nel capoluogo lombardo. Il cui marchio, "LK", è stato trovato dagli agenti della Mobile e della Polfer tracciato con la vernice sui muri della stazione. 

L'aggressione con coltelli e cocci di vetro in stazione

Poco dopo quell'incontro, la situazione è degenerata. Gianluca, il fratello e l'amico si sarebbero diretti verso la banchina per prendere il treno diretto a Segrate, quando il gruppo li avrebbe raggiunti. Non è chiaro se tra loro ci siano stati scambi; una discussione iniziale. Il fratello del 22enne ha riferito che l'attacco sarebbe cominciato "all'improvviso, senza un motivo".

I tre sarebbero stati rincorsi. Sul binario 6, Gianluca sarebbe caduto e in otto o nove l'avrebbero accerchiato, colpendolo con coltelli (due sono stati sequestrati sul posto) e cocci di bottiglia. Quando i soccorritori sono arrivati, era già grave. Nella notte, poco dopo il ricovero all'ospedale Fatebenefratelli, si è spento: uno dei fendenti gli ha reciso l'arteria femorale, facendogli perdere molto sangue.  

La fuga del branco, ora ricercato, le indagini e le reazioni 

L'allarme è scattato subito. Ma la Polfer, intervenuta sul posto, non ha trovato gli aggressori, fuggiti subito dopo l'agguato in varie direzioni. Secondo dei testimoni, alcuni di loro sarebbero saliti sul treno diretto a Treviglio, scendendo alla fermata di Villapizzone.

Al vaglio, dunque, le videocamere. Le indagini sono coordinate dal pm Elio Ramondini e dalla procuratrice aggiunta Bruna Albertini, che non escludono che dietro l'omicidio si nasconda un tentativo di espansione. 

Gianluca, come i familiari, non era legato a nessun gruppo. Ma la gang potrebbe aver voluto lanciare un segnale. La reazione è stata immediata, da più parti. Soprattutto nel mondo della politica. Tanto che il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha invitato a evitare "strumentalizzazioni". 

virgolette
Troppa gente commette reati ma rimane in giro. . È il momento di essere più rigorosi,

ha aggiunto. Parole a cui hanno fatto eco quelle del papà della vittima, che sempre a Il Giorno ha dichiarato: "L'unica cosa che voglio è che questa cosa non resti impunita. Gianluca era un ragazzo d'oro". Ieri, in lacrime, l'uomo aveva detto ai microfoni del Tg1: "Me lo hanno massacrato, non meritava tutto questo". 

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