30 May, 2026 - 18:40

Danni fino a oltre 500 milioni l’anno. Ma perché è stata bloccata (di nuovo) l'autostrada del Brennero?

Danni fino a oltre 500 milioni l’anno. Ma perché è stata bloccata (di nuovo) l'autostrada del Brennero?

Oggi, sabato 30 maggio 2026, rischia di essere ricordata come una delle giornate più critiche per il valico del Brennero.

Dalle 11, l'autostrada è stata bloccata per una manifestazione ambientalista indetta sul versante austriaco.

Ma le ripercussioni sono state immediate su tutta l'A22 e il Nord Italia soprattutto perché, già prima della manifestazione, anche la circolazione dei treni è rimasta paralizzata a causa di un sabotaggio notturno.

A finire nel mirino è stata la linea ferroviaria Brennero-Verona Porta Nuova. Nella notte, un incendio doloso ha distrutto due centraline elettriche nel tratto compreso tra Peri e Dolcè, proprio al confine con la provincia di Trento.

Sul caso indaga la Digos della Questura di Verona con gli occhi puntati sui circoli dell'ambientalismo radicale e sulle frange anarco-insurrezionaliste del territorio. 

Intanto, secondo le prime stime, oltre 30.000 veicoli sono rimasti bloccati, creando code fino a 14 chilometri al casello di Schönberg.

Inoltre, secondo i dati diffusi da Uniontrasporti, le continue limitazioni e i blocchi straordinari al valico costano all'economia italiana tra i 370 e i 540 milioni di euro l'anno.

Perché al Brennero oggi c'è stata una protesta?

La manifestazione è stata proclamata dal sindaco di Gries am Brenner, Karl Mühlsteiger, con l'autorizzazione del tribunale tirolese.

L'obiettivo è stato protestare contro l'insostenibilità del traffico merci nelle vallate alpine, in particolare nella Wipptal, la valle situata tra Tirolo e Alto Adige.

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I motivi della nostra protesta sono facilmente spiegabili: il traffico di transito in costante aumento ci causa problemi enormi, soprattutto di natura sanitaria per la popolazione. Il flusso deve essere ridotto, non si può più andare avanti così

ha dichiarato il primo cittadino di Gries am Brenner ricordando la quota record di 14,4 milioni di passaggi di veicoli all'anno.

Il Brennero è ormai il principale valico alpino per il trasporto pesante: da solo registra quasi tre volte i transiti di tir dell'intera Svizzera.

Per questo la protesta è stata molto veemente con centinaia di manifestanti che si sono riversati sulla carreggiata bloccando fisicamente la circolazione in entrambi i sensi di marcia sull'autostrada A13 austriaca, il prolungamento dell'A22 italiana.

Secondo i primi dati delle Forze dell'Ordine, almeno 500 manifestanti hanno sfilato in autostrada.

Non sono mancate bandiere, striscioni e slogan: il Team K, il movimento che sostiene l'iniziativa, denuncia dei livelli di rumore, smog e traffico ormai insostenibili per la popolazione che vive lungo l'asse del Brennero.

Cosa chiedono al governo i manifestanti del Brennero e le reazioni politiche

Le richieste dei manifestanti sono chiare: una politica dei trasporti coordinata tra Monaco, Innsbruck, Bolzano e Trento, un calendario vincolante per l'accesso nord alla galleria di base del Brennero, e un pedaggio che rifletta i costi reali sul modello svizzero.

Le reazioni politiche sono state durissime.

Il governatore altoatesino Arno Kompatscher ha definito la manifestazione "inutile", sottolineando che servono soluzioni propositive concordate tra gli Stati.

L'assessore provinciale allo sviluppo economico Marco Galateo, che già ieri aveva lasciato questo post su Facebook

ha bollato la scelta come "irresponsabile".

Le Camere di commercio di Bolzano, Trento, Verona, Cremona-Mantova-Pavia e Modena hanno chiesto al Governo tirolese di spostare il presidio fuori dalla carreggiata.

Queste associazioni si sono dette preoccupate per la sicurezza, il traffico, l'inquinamento e le pesanti ricadute economiche lungo il Corridoio Scandinavo-Mediterraneo.

La Cna autotrasporto ha rivolto un appello formale al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti affinché avvii un dialogo con Bruxelles per chiedere tutele normative europee contro azioni unilaterali ai valichi.

Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, ha definito il blocco "un atto grave" che richiede un nuovo piano di mobilità per l'Europa centrale.

C'è da dire, infine, che il ministro dei Trasporti italiano Matteo Salvini in passato ha già fatto ricorso alla Corte di giustizia dell'Ue contro le limitazioni al traffico avallate dalle autorità locali. Ma ciò sembra non aver sortito altro effetto che quello di alimentare uno scontro istituzionale tra Italia e Austria. 

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