Se vincesse le elezioni, se tornasse al governo, il Movimento Cinque Stelle cosa farebbe per gli italiani?
In un'intervista concessa al Messaggero ieri, Giuseppe Conte ha detto "questo è il tempo del programma".
In effetti, da aprile, il suo partito ha avviato un percorso partecipativo chiamato Nova per formare l'agenda "dal basso", come piace dire ai politici.
Ma ciò che sta scaturendo da Nova coincide con quello che vorrebbe fare Giuseppe Conte?
E davvero alla fine il leader terrà conto dei suggerimenti del suo "popolo"?
Giuseppe Conte da settimane sta sventolando il fatto che il suo Movimento Cinque Stelle sta costruendo il programma "dal basso", aprendo alla partecipazione degli attivisti tramite le iniziative di Nova.
Una prova di democrazia e di ascolto dei territori, a detta dell'Avvocato del popolo.
Ma cosa sta emergendo dal basso?
Il popolo del Movimento sta confermando alcuni temi che l'hanno caratterizzato già negli scorsi anni, mentre su altri si sta superando, per così dire.
Qualche esempio: cancellato il Reddito di Cittadinanza, ora il popolo (ex) grillino sta promuovendo un reddito universale di 500 euro al mese al fine di "sconfiggere la povertà", per dirla con l'ex leader Luigi Di Maio.
Ma non solo: visto che rispetto al 2018, quando vinse le elezioni, ora anche il Movimento deve fare i conti con l'Intelligenza artificiale, propone una tassa sui robot.
La preoccupazione evidente è che le nuove tecnologie rubino il lavoro agli umani. Quindi, meglio premunirsi. Magari introducendo anche un salario minimo, ma non di 9 euro come da proposta già avanzata dal centrosinistra, bensì di 12 euro l'ora.
Le novità del programma del popolo Cinque Stelle non si esauriscono qui: finito il pontificato di Francesco, un Papa molto amato dagli elettori di Conte, sta avanzando anche la proposta di rivedere i Patti Lateranensi. Evidentemente, non tutti si fidano di Leone XIV.
In politica estera, in ogni caso, ci sono indicazioni precisissime: riemerge la voglia di uscire dalla Nato e dalla stessa Unione Europea.
La direzione deve essere quella di prendere sempre più le distanze dagli Stati Uniti (chiudendo le basi militari Usa sul nostro territorio) e di avvicinarsi ai Paesi del gruppo Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica). Il Sol dell'Avvenire, per i contiani, albeggia lì.
Più nello specifico: nel nome di un pacifismo senza se e senza ma, si propone come priorità il boicottaggio totale verso Israele e lo stop all'invio delle armi all'Ucraina.
In più, per rafforzare l'identità pacifista del futuro governo, dovrebbe essere istituito un Ministero della Pace e della Cooperazione.
Capitolo alleanze: messa in cantina l'idea di correre da soli, su quest'aspetto, riemerge quella di mettere sotto contratto i partner politici, con obiettivi, tempi, verifiche e "penali legali" per chi sgarra. Sulla falsariga di ciò che si era impostato con la Lega ai tempi del primo governo Conte.
Fatto sta che il lavoro di Nova non è ancora concluso. I cento gruppi costituitisi in giro per l'Italia, dopo aver proposto i temi, dovranno sintetizzare il tutto in un documento finale che sarà a sua volta sottoposto al voto degli iscritti al Movimento.
Sarà in ogni caso Giuseppe Conte ad avere l'ultima parola sul programma che il Movimento Cinque Stelle vorrà attuare una volta tornato al governo. Naturalmente.
L'ex premier sarà dello stesso avviso dei militanti del suo partito anche sul reddito universale, la robot tax, l'uscita dall'Unione Europea o la revisione dei Patti Lateranensi?
Vedremo. Nel frattempo, nell'intervista al Messaggero, ha dimostrato di essere pienamente in sintonia con il suo popolo sull'Ucraina.
Conte, sull'invio delle armi, riprendendo ciò che ha già predicato Marco Travaglio, ha annunciato un nuovo voto sfavorevole. E si è detto contro l'entrata di Kiev in Europa:
Ma ora, se tornasse al governo, Conte che cosa farebbe per prima cosa?
Aprirebbe un dossier che finora non è scaturito dal programma Nova:
Tradotto: salario minimo, stop agli stage gratuiti, forti incentivi fiscali per far rientrare gli under 35 emigrati all'estero, congedo parentale, agevolazioni sui mutui per la prima casa e sugli affitti, un welfare "che dia loro speranza", lotta all'inverno demografico.
Come dire: fate l'amore, non la guerra. E chissà se i militanti di Nova ne terranno conto.
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