02 Jun, 2026 - 17:50

Dal coach Enqvist alla nuova consapevolezza: così Berrettini è rinato dalle ceneri

Dal coach Enqvist alla nuova consapevolezza: così Berrettini è rinato dalle ceneri

A volte basta poco per invertire la rotta e cambiare l'inerzia di un'intera carriera. Questione di scelte, spesso decisive per sprofondare nel baratro o ripartire più forte di prima. Lo sa bene Matteo Berrettini, che tutto si sarebbe immaginato tranne di ritrovarsi ancora in corsa per vincere il Roland Garros ad appena cinque giorni dalla finale. Il tennista romano è volato ai quarti di finale dello Slam parigino grazie alla netta vittoria contro Juan Manuel Cerundolo, giustiziere di Sinner ma giustiziato dal suo connazionale. L'Italia del tennis non può che sorridere, anche perché ad accendere la fiamma dei tifosi ancor prima di Sinner era stato proprio Berrettini, finalista a Wimbledon nel 2021 e numero 6 al mondo prima del drastico crollo psico-fisico.

Ritrovarlo protagonista in un palcoscenico del genere fa davvero piacere, anche perché la rinascita è stata sofferta, piena di ostacoli e problemi fisici. Berrettini ha lottato, è ripartito dal basso con sacrificio e la stessa fame di sempre. Il 30enne romano non ha mollato, nonostante i risultati faticassero ad arrivare e le noie fisiche non accennassero a dargli tregua. Un percorso a ostacoli che, a distanza di anni, lo ha riportato nell'elite del tennis mondiale, lì dove merita di essere uno con le sue qualità.

La rinascita di Berrettini e il ruolo del coach Enqvist

Dopo la finale del 2021 Berrettini sembrava destinato a una carriera di grande livello. "The Hammer", così come viene chiamato per via del suo dritto esplosivo, è crollato contro ogni previsione e, nel giro di un anno e mezzo, è passato dal numero 6 del ranking alla posizione 90. A fare la differenza in negativo ci hanno pensato i troppi infortuni, che lo hanno destabilizzato anche dal punto di vista psicologico. A Matteo serviva una guida che gli restituisse la fiducia nei propri mezzi, quelli che lo hanno aiutato anche quando tutto girava per il verso sbagliato.

In tal senso, la svolta è arrivata a marzo con il nuovo coach Thomas Enqvist. Berrettini e lo svedese si erano già conosciuti alla Laver Cup del 2021, quando l'azzurro era rimasto ben impressionato dalle qualità umane dell'allenatore. Anche per questo lo ha fortemente voluto nel suo team ed Enqvist ha risposto presente. "Thomas mi ha dato la fiducia che mi mancava. Tutti i giorni mi dice che sono uno dei giocatori più forti del mondo", ha dichiarato Berrettini, a conferma di come il lavoro psicologico abbia pesato ancor di più di quello tecnico.

Il rientro in Top 100 segna un nuovo inizio

Grazie allo straordinario percorso al Roland Garros Berrettini è tornato nei primi 100 del mondo. Il romano è virtualmente alla posizione numero 74, grande risultato che gli dà fiducia in vista delle prossime sfide. Anche il fisico gli sta fornendo risposte positive e il match vinto al quinto set contro Comesana dopo oltre 5 ore di gioco ne è la diretta testimonianza.

A 30 anni Berrettini è pronto a vivere una seconda giovinezza, un'altra chance per dimostrare di non essere stato soltanto una meteora. E ora la sensazione è che anche lui si possa ritagliare un ruolo importante in un circuito in continua evoluzione. D'altronde questo Roland Garros ha dimostrato come, al di là di Sinner e Alcaraz, manchino dei veri riferimenti e Berrettini ha le carte in regola per dire la sua e tornare stabilmente tra i Top 20 del ranking ATP. 

Si può sognare ancora?

Aver centrato i quarti di finale è un risultato che va oltre ogni aspettativa, ma Berrettini può sognare ancora. Il derby azzurro contro Matteo Arnaldi rappresenta un'occasione unica per centrare la semifinale e portarsi a un passo dal trofeo. E poco importa se Berrettini non rientra tra i favoriti, la volontà di provarci fino alla fine resta.

Zverev e Fonseca sono dall'altra parte del tabellone e la strada verso la finale del Philippe Chatrier non potrebbe essere più agevole, considerato che stiamo parlando del Roland Garros. Sognare non è vietato e Matteo non ha nessuna intenzione di svegliarsi proprio sul più bello.

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